Yoku’s Island Express – Recensione

Il flipper non è mai stato così divertente.

Quando mi sono approcciato a Yoku’s Island Express ero un po scettico, fin da piccolo ho sempre odiato i flipper sia in versione fisica che digitale. Il vedere che il titolo di Villa Gorilla si basava principalmente su questa meccanica non mi aveva fatto saltare di gioia, nonostante ciò il gioco è riuscito a stupirmi positivamente mostrando una cura per i dettagli maniacale e un level design degno dei migliori giochi tripla A.

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Trama

In realtà della trama c’è poco di cui discutere. Il nostro scarabeo Yoku naufraga in una misteriosa isola dove l’addetto alla posta, ormai stufo dell’eccessivo lavoro, lo incarica di prendere il suo posto. Immediatamente Yoku viene incaricato di portare delle lettere a tutti i capi clan dell’isola per comunicargli che Mokuma, la divinità protettrice dell’isola, è stato contaminato dalla piaga dell’ammazza-dei e che ha bisogno del loro aiuto per liberarsene. Il piccolo scarabeo dovrà affrontare tante difficoltà per riuscire a consegnare le lettere a destinazione e riuscire a salvare l’isola.

Come in molte produzioni videoludiche la trama viene inserita per dare un senso a ciò che il protagonista andrà a fare. Il gioco è incentrato principalmente sul gameplay che ne fa da padrone indiscusso ma nonostante ciò l’universo fiabesco creato da Villa Gorilla non risulta per nulla sgradevole, anzi, si rivela essere un ottimo contorno per il piatto principale. Una pecca ricade nella breve durata della storia principale, con un massimo di 6 ore riusciremo a concludere la main quest e giunti ai titoli di coda difficilmente non rimarremo un pò delusi dalla sua brevità, proprio a causa dell’ottima qualità del prodotto.

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Gameplay

Come dicevo nell’introduzione Yoku’s Island Express unisce un semplice platform in 2D a meccaniche prese direttamente dai flipper che noi tutti conosciamo. Lo scarabeo è attaccato ad una sfera di avorio da cui è inseparabile, tramite delle piattaforme colorate (controllate da noi tramite l’utilizzo dei tasti dorsali) saremo in grado di far saltare la sfera e di conseguenza il nostro scarabeo ritrovandoci a farlo volare e rimbalzare ad una velocità sfrenata per tutta la mappa. Quest’ultima è di discrete dimensioni ed è liberamente esplorabile nonostante le direttive della main quest. Come in ogni platform che si rispetti sono presenti innumerevoli posti nascosti e collezionabili da trovare che allungano di molto l’esperienza altrimenti eccessivamente breve. Ciò che stupisce di più della produzione è come gli sviluppatori siano riusciti ad amalgamare perfettamente le fasi platform con le fasi “flipper”. Il level design è studiato in modo maniacale tanto che nessuna zona della mappa risulterà vuota o noiosa. Per quanto la mappa sia ben fatta lo spostamento in essa non risulta semplice ed immediato: vi è un metodo di spostamento rapido che risiede in una specie di funivia che ci trasporterà per tutta la mappa. Il problema è che tale funivia non è accessibile da tutti i punti della mappa e ogni ramo di essa dovrà essere sbloccata (ad un prezzo abbastanza alto) con la valuta di gioco e considerando che le missioni secondarie del gioco ci chiederanno più volte di tornare in posti già visitati tale sistema di spostamento non invoglia il giocatore a completare il gioco al 100%.

Le boss fight (si ci sono le boss fight) sono particolarmente divertenti poiché, nonostante utilizzino la meccanica del flipper, sono rapide e adrenaliniche. Però per quanto l’idea di fondo sia geniale, la meccanica del flipper non è priva di difetti: per sbloccare la via per proseguire quasi sempre sarà richiesto di colpire punti ben precisi con la palla, tali punti molte volte saranno molto difficili da raggiungere e richiederanno una precisione millimetrica per riuscire a colpirli. Ciò porta ad una meccanica di trial and error che si, porta il gioco ad avere un buon livello di sfida, ma porta anche un livello di frustrazione al limite del tollerabile.

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Comparto Tecnico

Tecnicamente Yoku’s Island Express si comporta perfettamente su PS4. Lo stile in acquarello risulta estremamente affascinante anche se sarebbe stata gradita una maggiore presenza di animazioni da parte dell’ambiente di gioco, come per le foglie che risultano praticamente immobili. La scarsa presenza di animazioni rende il gioco particolarmente leggero di conseguenza il frame rate risulta solidissimo.

Le musiche mantengono il tono leggero e fiabesco della produzione che però, se non per alcune tracce, non risultano particolarmente accattivanti.

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Yoku’s Island Express è l’ennesima conferma che tra i giochi indie vi sono dei piccoli gioielli che arricchiscono le esperienze di un videogiocatore. Basta una piccola ma geniale idea per poter creare un prodotto estremamente valido anche con un budget limitato. Grazie ad un level design incredibilmente curato e ad un gameplay divertente e dinamico consiglio l’acquisto a chiunque nonostante la breve durata e qualche errore di progettazione.

7.4

Trama

6.5 /10

Gameplay

9.0 /10

Comparto Video

7.0 /10

Comparto Audio

7.0 /10

Pros

  • Level design estremamente curato
  • Gameplay geniale e divertente
  • Mappa ricca di segreti e collezionabili
  • Grafica carina e rilassante

Cons

  • Trama troppo breve
  • Sistema di spostamento rapido troppo legnoso
  • Sistema di trial and error eccessivamente frustrante

Salvatore Pace

Neolaureato in lingue e culture orientali, spendo praticamente tutto il tempo libero della mia vita con un controller in mano. Sonaro per eccellenza, prediligo i GDR sopra ogni cosa, ma non disdegno gli altri generi.