Threepwood#01 Ben There, Dan That! e Time Gentleman, Please!

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Una breve introduzione è obbligatoria per spiegarvi quello che sarà il nostro viaggio all’interno di uno dei generi più belli mai creati nell’universo videoludico e che pian piano si sta avvicinando alla sua dipartita.

I punta&clicca sono i discendenti diretti delle prime avventure testuali, un genere oramai morto da tempo di cui però è doveroso citare il suo figlio migliore, Zork di cui magari potreste leggere in seguito.

Il genere acquista un notevole successo, come potete immaginare, grazie alle due serie più importanti di questa famiglia, Monkey Island e Gabriel Knight rispettivamente della Lucas Arts e della Sierra.

Ancor prima di queste due grandi saghe il genere riusciva a tenersi vivo grazie a titoli come Maniac Mansion(spopolato grazie al suo seguito Day of tentacles), ma il vero apice del successo arriva con l’oramai defunta Lucas e il suo meraviglioso motore Scumm usatissimo in numerosi titoli dell’epoca . I titoli non erano difficili da programmare e sopratutto erano immediati per il giocatore, non serviva infatti una grande esperienza per poter essere bravi, bastava solo un po’ di pazienza e tanta tanta voglia di sognare, perché il bello di questi titoli era proprio la trama, il farsi accompagnare dallo sviluppatore in un magico mondo pieno di avventure tutte da leggere e osservare.

Si potrebbero quasi paragonare ai grossi libri con le figure colorate che vengono venduti nelle librerie nel reparto bimbi perché è proprio questo che un’avventura punta&clicca faceva, riusciva a farci tornare bambini che hanno voglia di ascoltare una storia.

Negli anni con l’arrivo del 3d il genere ha iniziato la sua lenta decaduta sopratutto perché il pubblico voleva qualcosa di più veloce, diverso dalla calma e dalla “noia” del dover leggere dialoghi su dialoghi o godersi dei disegni mozzafiato, insomma si cercava qualcosa di più “divertente”.

Nonostante tentativi mal riusciti nel portare questo genere a rivivere grazie ad una grafica poligonale, come i pessimi capitoli di Mokey Island sviluppati da Telltale, e nonostante titoli molto più riusciti come The Walking Dead della casa sopracitata o un eccellente Grim Fandango(forse la migliore avventura punta e clicca presente sul mercato) il genere nel bene e nel male è finito per scomparire quasi del tutto.

Salvo qualche sviluppatore indipendente che è riuscito a creare piccoli capolavori come Gemini Rue o la serie di Deponia il genere si potrebbe dire morto.

Il nostro viaggio inizia da qui, scopriremo assieme i titoli che fanno parte di questo bellissimo mondo magari riuscendo forse a dargli quel poco di visibilità in più che merita.

Non andremo a toccare titoli come Monkey Island o Grim Fandango ovviamente perché se siete videogiocatori veri avete avuto uno dei due in mano sicuramente o ne avete sentito parlare e in ogni caso cercando il genere su google è la prima cosa che viene fuori.

Il nostro compito sarà andare alla ricerca di quei titoli non troppo “mainstream”, quelli passati magari in sordina come potrebbe essere il primo Alone in the Dark o un Legend of Kyrandia o, per citare nuovamente la Lucas, Loom.

Il nostro viaggio inizia però nel mondo degli indie per dare un occhio all’eredità che le vecchie glorie ci hanno lasciato ed esaminiamo due titoli che meglio di tutti possono raccontarci la storia dei punta&clicca.

Ben There, Dan That! e Time Gentlmen, Please!

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I due titoli sono stati sviluppati nel 2009 dagli inglesi Zombie Cow Studio ricordati semplicemente per questi due titoli.

Ben There, Dan That è la summa di tutti quelli elementi che hanno decretato il successo del genere nella sua epoca d’oro, una storia semplice e non-sense ricca di risate, ironia, satira e colpi di scena incastrata in un’interfaccia semplicissima da usare.

Il titolo incomincia con il nostro Dan che cerca di far resuscitare il suo amico per poi ritrovarceli in casa intenti a guardare il loro telefilm preferito, Magnum P.I.

Partirà una quest che ci vede impegnati nel riuscire a ricevere il segnale per poi scoprire che sono stati gli alieni ad organizzare tutto per rapirci e iniziare il loro piano malvagio di conquista. Questo è l’inizio della nostra grande avventura che ci porterà fra puzzle di una facilità estrema e tante risate ad un finale da lasciare a bocca aperta, id quelli che non ci sia aspetta e che costringono quasi a giocare il seguito, Time Gentleman, Please.

Il titolo si apre con una sequenza tanto cara agli appassionati, avremo un pollo e una carrucola.

Non serve aggiungere altro, compratelo.

Tutta l’esperienza di gioco altro non è che un enorme tuffo nel passato, una grafica semplice, fin troppo forse, e un menù di gioco organizzato come ai vecchi tempi, si scorre con il mouse verso l’alto e si apre lo zaino, nel quale è possibile esaminare e combinare fra loro gli oggetti con la semplice pressione del tasto destro.

Sarà possibile utilizzare il medesimo tasto per interagire con l’ambiente circostante, quindi parlare, usare oggetti, attivare meccanismi ed esaminare.

Il gameplay è quello solido e consolidato negli anni, si parla in giro, un solo dialogo ci porta avanti gli altri servono per ridere e approfondire.

Entrambi i titoli godono di un sorprendente effetto nostalgico dovuto oltre al gameplay e alle numerose citazioni anche al fattore “muto”, oltre alla musica infatti non avremo altro.

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Il testo è solo da leggere, niente doppiaggio come nei primi titoli del genere.

A far da padrona è solo la musica, la trama e i disegni e tutto in questi due titoli riesce a creare un’armonia perfetta.

Per tutta la durata del gioco ci sembrerà di essere tornati a casa, tutto è molto familiare ma allo stesso tempo nuovo e nonostante duri davvero davvero poco quando si spegnerà ci si dovrà massaggiare la pancia tante le risate che ci procurerà in perfetto stile Monkey Island.

Purtroppo ci sono dei difetti sui quali non pi può sorvolare, l’eccessiva semplicità della grafica ci porteranno a prendere tutti gli oggetti utili in una stanza in qualche secondo data la facilità con cui vengono notati con un solo colpo d’occhio.

Questo rende il titolo squallidamente corto e troppo troppo facile, due difetti sui quali non è facile sorvolare.

Su steam è possibile acquistarli entrambi al prezzo di 3,99€ che nonostante tutto è accettabile, è un ottimo acquisto per gli amanti del genere che non potranno fare a meno di sorridere davanti al non-sense generale e non riusciranno a fermare quella lacrimuccia di velata nostalgia di fronte ad un pollo con una carrucola.

Salvatore Pilò

Lettore, scrittore, videogiocatore accanito...Vivo troppo nel passato videoludico per potermi godere a pieno il presente. Indie Game supporter. Poeta maledetto dalla nascita.