Tearaway: avventure di carta – Recensione

Amore a seconda vista

Devo essere sincero: quando, un anno fa, Tearaway è stato reso disponibile gratuitamente agli abbonati PS Plus, l’ho snobbato. L’ho scaricato, provato per 15 minuti e disinstallato. Carino eh, per carità, ma un platform senza neanche il salto… Un mese fa, in preda al languore post-esami, sono andato a spulciarmi i giochi PS Plus riscattati che non avevo effettivamente giocato e l’ho trovato lì. In un pomeriggio ho scoperto che stavo per perdermi un piccolo capolavoro.

Trama

Sfondo nero, due creature di luce ci accolgono. In questo nulla, una delle due entità ci annuncia che “è tempo per una storia”. Tuttavia nella “scatola delle storie” non c’è nulla di interessante. Dovremo creare noi la nostra storia, scegliendo l’eroe e guidandolo verso di noi affinché possa recapitarci un messaggio. Con uno squarcio nel cielo, il nostro ed il loro mondo si uniscono. La storia c’è, ma manca ancora qualcosa: il nemico. In questo mondo di carta il nemico più naturale a cui si possa pensare è una cartaccia. Nel nostro viaggio dovremo affrontare un esercito di scatolotti con un occhio solo chiamati cartacce. La storia è semplice, ma nasconde un messaggio non indifferente. Per completare la storia non è sufficiente portare il messaggio al Tu (noi stessi): è necessario prima aiutare tutti quelli che troviamo sul nostro cammino.

La trama non è originale, né aspira ad esserlo: è semplicemente una storia come tante ne inventiamo per far star buoni i bambini. Quello che invece colpisce da subito è la meta-narrazione di questo gioco. Appena si avvia il gioco parte una schermata che scimmiotta i menù per impostare la luminosità della TV, in un secondo momento le entità cercano una storia nella scatola delle storie (una sorta di decoder Sky), in altri momenti vedrete la home della PS4. La nostra faccia che appare in cielo poi, contribuisce a creare un ambiente surreale, in cui queste due voci narranti che parlano spesso al messaggero e ,più raramente, a noi, si inseriscono alla perfezione, modellando l’intreccio e dimostrandoci che non si è mai troppo grandi per farsi raccontare una storia da mamma e papà.

 

Tearaway

Gameplay

Tearaway è un puzzle-platform: il messaggero salta (anche se non da subito), rotola e lancia oggetti. Due peculiarità, tuttavia, lo elevano più di un gradino sopra i platform classici: è un’esclusiva e il mondo è di carta. Il fatto che il gioco sia un’esclusiva permette uno sfruttamento del DualShock 4 che personalmente non avevo mai visto. È possibile infatti usare la luce del controller per illuminare l’ambiente, ipnotizzando così le cartacce e purificando le zone corrotte. Il touchpad ci consente di disegnare oggetti che poi appariranno (in carta) in-game, di governare i venti e di controllare alcune particolari piattaforme. Spesso nel gioco vedremo dei tastoni del DualShock che si alzano e si abbassano all’effettiva pressione del tasto sul controller.

Il mondo di carta si presta ad essere abbellito e manipolato con facilità. Non è raro che un npc ci fermi, chiedendoci di realizzare un “indumento” per lui e la capacità di manipolare i venti ci apre un mondo di possibilità. Molte sono le missioni secondarie legate alla realizzazione di oggetti e alle fotografie. È possibile infatti scattare fotografie e registrare gif nel mondo di gioco per immortalare momenti importanti o, per l’appunto, completare missioni secondarie. Le secondarie ci daranno la possibilità di ottenere i coriandoli, moneta sonante di questo mondo con cui è possibile acquistare adesivi e filtri per la macchina fotografica.

 

Tearaway

Comparto Tecnico

Sotto il punto di vista tecnico qualcosa da dire c’è: da un’esclusiva PS4, seppur riadattata da PS Vita, ci si aspetterebbe quantomeno stabilità. Generalmente il gioco è stabile, tuttavia capita che ci siano dei cali di framerate importanti e, nell’apertura dell’editor, delle volte c’è un mini freeze. In tutta la mia esperienza, sono incappato una sola volta in un bug: sono stato bloccato da una spirale di vento e sono stato costretto a suicidarmi abbandonando l’aeroplanino. Nulla di veramente importante, ma dalle esclusive è lecito aspettarsi qualcosa in più.

Tearaway

Comparto artistico

Un plauso particolare va alla direzione artistica di Tearaway che, è riuscita a regalarci questo gioiellino. La scelta di creare un mondo interamente in carta ha consentito agli sviluppatori di dare vita a un’opera dal grande valore artistico, che regala scorci incredibili e si fa gustare anche senza pad in mano. Adorabile poi, è la possibilità di mettere del nostro nel mondo, con una pioggia di coriandoli (da companion app), disegnando le farfalle che riempiranno i campi o le nuvole che si addenseranno in cielo. Colonna sonora peculiare quasi al pari del mondo di gioco, ma che non resta impressa allo stesso modo.

Tearaway

 

 

Tearaway mi ha catturato. Al netto di un coinvolgimento che può essere soggettivo e di un paio di problemi tecnici che non pregiudicano l’esperienza, è un gioco che mette allegria. La narrazione è estremamente simpatica, così come il mondo di gioco. Lo stile peculiare e alcune trovate di gameplay interessanti lo rendono un gioco quantomeno da provare: merita una possibilità, anzi… facciamo due.

 

Tearaway

Tearaway
8

Trama

7.0 /10

Gameplay

8.0 /10

Comparto visivo

9.0 /10

Comparto audio

8.0 /10

Pros

  • Narrazione accattivante
  • Alcune soluzioni di gameplay veramente interessanti
  • Uno spettacolo per gli occhi...

Cons

  • ...ma talvolta tecnicamente insufficiente
  • Longevità scarsa

Michele Miranda

Ho 19 Anni, studio informatica e fin dall'infanzia mi appassionano i videogiochi, la fantascienza e i fumetti Marvel (soprattutto quelli che parlano di supereroi in calzamaglia rossa e blu con uno zio morto di nome Ben).