Let it Die – Recensione

Pensate che sia Dark souls difficile?  Cuphead vi ha fatto sclerare? Non sarà NIENTE rispetto a quello che questo gioco è in grado di farvi provare! Molti lo sottovalutano perchè i primi piani sono una vera pacchia, ma aspettate di salire un po’ per scoprire quanto questo dungeon crawler sia un osso duro. Parliamo in maniera approfondita di LET IT DIE.

 

 

Storia

La storia di LET IT DIE è semplice. In un futuro dominato dalle corporazioni e dal decadimento morale e tecnologico, in mezzo alla città è comparsa una torre misteriosa, la torre di Barb. Si racconta che in cima ci siano ricchezze incredibili e questo ha portato molti avventurieri a provare la scalata. Ad accompagnare i lottatori troviamo il tristo mietitore in versione urbana, con tanto di occhiali da sole e skateboard. Questa apparente semplicità nasconde un background ben più curato. La torre è stato terreno di esperimenti genetici che hanno dato vita a mostri intrappolati al suo interno e da organizzazioni paramilitari che controllano aree della torre.

I primi piani sono una vera pacchia. Ma non fatevi ingannare: presto si giocherà seriamente

Gameplay

Il gameplay di LET IT DIE è piuttosto complesso, perchè a fronte di un meccanismo apparentemente semplice si nasconde una profondità e una serie di meccaniche intelligenti. Mettetevi comodi.
Il sistema di gioco è basato sullo stile dei dungeon crawler. Avremo a disposizione 6 slot armi , tre per mano, e tre slot corazza (testa, torso e gambe). Non legatevi troppo al vostro equipaggiamento perché tutto deteriora molto velocemente lasciandovi molto spesso in mutande. L’efficacia di un’arma non è data solo dalla sua potenza, ma anche dal grado di maestria nell’usarla. Più si utilizza un’arma, più questa farà male, estenderà combo e consumerà meno stamina. Il nostro alter ego avrà anche degli slot decalcomanie che rappresentano le abilità passive equipaggiabili. Si va da una maggiore vita, a una resistenza più alta alla possibilità di far maggiori danni,ecc…
La salita verso la cima può avvenire tramite scale mobili, perciò scalando la torre di piano in piano, o attraverso un’ascensore al costo di monete carneficina. Più è alto il piano al quale vogliamo tornare più il costo sarà elevato.
In ogni piano insieme ai comuni nemici troveremo un avversario, con la scritta di color arancione o rosso, molto più ostico e ben equipaggiato degli altri. Nel caso la scritta sia arancione ci troviamo difronte un heater, ossia il cadavere di un giocatore morto, nel caso la scritta sia rossa invece abbiamo difronte a noi un cercatore, ossia un personaggio inviato da altri giocatori per farci la pelle. Ovviamente trovarsi difronte un heater o un cercatore di livello alto è spesso sinonimo di morte certa, ma c’è un limite a questa meccanica: troveremo solo personaggi del tier che abbiamo sbloccato. Ogni 10 piani, infatti, sbloccheremo un nuovo tier di personaggi, che avranno un livello massimo più alto e avranno un numero maggiore di slot inventario e abilità.  Questa meccanica però non influisce sull’equipaggiamento e questo porta sovente a trovarsi difronte un avversario equipaggiato come un’avatar di una divinità.
La cosa che, tuttavia, rende più ostico LET IT DIE è il modo in cui viene trattata la morte. Nel caso il nostro eroe venisse ucciso, esso si tramuterà in heater che infesterà il piano. Per recuperarlo avremo due alternative: pagare il costo per il recupero, il quale aumenterà a seconda dell’altezza del piano nel quale si è morti, oppure uccidere il nostro heater ben sapendo che pur recuperando il personaggio , in questo modo esso perderà tutto l’equipaggiamento che trasportava, tutta l’esperienza non spesa e tutte le decalcomanie abilità. Ci sarebbe in effetti un’altro modo per recuperare il lottatore, ossia utilizzare particolari monete, molto rare, che permetteranno la resurrezione istantanea del nostro giocatore. Queste ultime sono acquistabili con denaro reale.
Già questo dovrebbe darvi un’idea di quanto LET IT DIE possa essere difficile e punitivo, ma siamo solo all’inizio. Pensavate infatti di farmare tranquillamente soldi per riportare in vita il vostro personaggio morto? Beh sappiate che mentre siete via la vostra base può essere attaccata da altri giocatori che proveranno a rubarvi il denaro messo da parte che avete messo da parte. Dovrà essere nostra premura costruire un’ottima difesa lasciando dei personaggi a difenderla. Neanche questo, però, ci metterà al sicuro. Gli attacchi di altri giocatori , infatti, non solo potranno portarci via le monete, ma , in rari casi, anche rapirci i personaggi, che verranno torturati per spremerne risorse. Per riprendere i nostri personaggi rapiti saremo costretti o ad invadere il giocatore rapitore, o pagare un riscatto, o attendere che la tortura sia completa e che l’aguzzino abbia spremuto il nostro avatar fino all’osso (nel giro di qualche ora).
Ovviamente anche noi potremo attaccare le basi avversarie, grazie alla Tokyo Death Metro (o TDM), portando un nostro eroe a confrontarsi con le difese nemiche , nel tentativo di rapinare le banche presenti nella base nemica e rapire i giocatori.
I piani della torre di Barb son pensati per avere una difficoltà crescente: tra il 1° ed il 10° piano il livello generale sarà basso. Tra l’11° e 20° il tiro si alza. Ma è tra il 21° e il 30° che il giocatore noterà un’impennata nell’intelligenza artificiale (soprattutto degli heater) rendendo il gioco un vero incubo, sopra il 30° piano armatevi di Valium e affidatevi al vostro nume tutelare preferito.

Ecco uno dei MidBoss che più mi hanno fatto sudare a livello alto. Il danno sproporzionato e la varietà di mosse hanno portato a una precoce dipartita il mio personaggio TROPPE volte

Comparto Tecnico

Il gioco è mosso dall’Unreal Engine 4 che mostra una grafica in stile cell shading semplice, ma gradevole. Troviamo purtroppo i soliti problemi che affliggono questo tipo di titoli, come compenetrazioni poligonali e una gestione della telecamera volutamente ostica. Il targeting del bersaglio risulta spesso più un handicap che un aiuto, a causa proprio di una telecamera imprecisa e dei movimenti troppo repentini.  L’audio è ben campionato anche se non si grida al miracolo. Le musiche sono orecchiabili e non disturbano l’esperienza di gioco. Ottima l’idea di implementare l’audio attraverso lo speaker del pad ps4 come se fosse un cellulare.

In caso di morte la gentile signorina ci proporrà di spendere una delle nostre monete speciali per riportarci in vita, altrimenti dovremo prepararci a far fuori il nostro heater per recuperarlo

 

Lei it Die è sicuramente una delle sfide più difficilli che abbia mai affrontato, se non la più difficile. L’immaginario comune che lo relega al pay to win è solo un modo per gettare la spugna. Si può arrivare in cima senza spendere un solo euro, ma armatevi di pazienza e Valium.

Let it Die

Let it Die
7

STORIA

6.0 /10

GAMEPLAY

8.0 /10

COMPARTO AUDIO

7.0 /10

COMPARTO VISIVO

7.0 /10

Pros

  • Una vera sfida
  • microtransazioni non essenziali
  • Stile unico

Cons

  • A tratti frustrante
  • tecnologicamente non eccelso
  • presenza di microtransazioni

Massimiliano Aru

Dal c64 ad oggi , sempre fedele alla mia passione