Hearthstone: Boscotetro – Recensione

Diamo il via all’anno del Corvo!

Hearthstone è giunto al suo quarto anno di vita e il GCC di casa Blizzard continua a riscuotere un grande successo soprattutto grazie alla continua uscita di nuove espansioni che portano ogni volta una ventata di aria fresca al titolo. Con l’introduzione di Boscotetro e l’inizio del nuovo anno del Corvo le vecchie espansioni Sussurri degli Dei Antichi, Una notte a Karazhan e I bassifondi di Meccania escono dal formato Standard e diventano esclusiva del formato Selvaggio dove è possibile utilizzare tutte le carte uscite fino ad ora. Dopo un mese il meta si è finalmente assestato e siamo pronti a discutere approfonditamente di cosa sia diventato il titolo di casa Blizzard.

Hearthstone- Witchwood

Gameplay

Partiamo subito dicendo che, a differenza delle precedenti espansioni dell’anno del Mammut, Boscotetro non inserisce alcun tipo di meccanica rivoluzionaria come è stato con le missioni per Ungoro, gli eroi per il trono di ghiaccio e le armi per Coboldi. L’espansione sembra piuttosto creare una nuova base per ciò che saranno le espansioni future. Baku la MangialuneGenn Mantogrigio introducono i nuovi mazzi pari e dispari che risultano molto affascinanti e divertenti se non fosse che trovano poco spazio a causa della supremazia di alcuni archetipi di mazzi che sono rimasti da Coboldi & Catacombe. L’unica classe che riesce a sfruttare appieno la meccanica pari e dispari è il Paladino che si ritrova a scontrarsi con vecchie meccaniche come quella del CubeLock e dello Spiteful che rimangono ancora preponderanti. Un vero peccato poiché molte classi sembrano essere in simbiosi con questo nuovo tipo di meccanica e con le nuove carte dell’espansione non riuscendo però a trovare uno spazio nell’ambito competitivo. Ecco perché Boscotetro risulta essere un’ottima base di partenza, riesce a portare una grande varietà di nuovi mazzi che con grosse probabilità troveranno spazio nelle espansioni future.

Il titolo, a differenza dei primi anni, risulta molto più accessibile per i nuovi giocatori che non hanno intenzione di spendere ingenti somme di denaro. La suddivisione tra formato Standard e Selvaggio non costringe chi si approccia al titolo ad andare a recuperare tutte le vecchie carte ma soltanto quelle uscite nell’ultimo anno. Certo, continua ad essere molto difficile entrare immediatamente nel competitivo, ma comunque non risulta essere praticamente impossibile come qualche anno fa. La cosa che resta inspiegata è il perché le carte leggendarie siano il doppio rispetto a due anni fa. Se fino all’anno scorso questa scelta era giustificabile dal fatto che le leggendarie erano suddivise in leggendarie “vecchio stampo” e leggendarie con meccaniche completamente nuove (missioni, eroi, armi), ora le leggendarie sono quasi tutte con meccaniche semplici e molte risultano inutili al fine di costruire un mazzo competitivo. Ciò porta l’aprire i pacchetti di carte particolarmente frustrante poiché quasi mai si riuscirà a trovare una leggendaria utile al fine di costruire un mazzo. Inoltre per i collezionisti è diventato praticamente impossibile riuscire ad ottenere tutte le carte senza spendere molti soldi. Capiamo che Hearthstone per andare avanti abbia bisogno di un costante supporto monetario, ma l’ottenere le carte prima di coloro che non spendono credo sia sufficiente.

Comunque la Blizzard è riuscita ad addolcire la pillola grazie a eventi tematici a cadenza regolare che regalano carte e bustine. Questi eventi risultano particolarmente divertenti e sono un ottimo modo per staccare dalla monotonia dell’ambiente competitivo. Inoltre, come per Coboldi & Catacombe, è stata aggiunta una modalità single player a sostituzione delle vecchie avventure. Tale modalità, chiamata Caccia ai Mostri, consiste in una serie di boss fight dove una singola sconfitta costringerà il giocatore a cominciare da capo. All’inizio il gioco ci farà scegliere tra 4 differenti classi ispirate a quelle del multiplayer ma con un potere eroe completamente diverso. Ogni volta che sconfiggeremo un boss potremo scegliere tra 3 diversi set di carte da aggiungere al mazzo e, ogni tanto, potremo aggiungere carte con meccaniche completamente fuori di testa che non sono presenti nel multiplayer. L’avventura, a differenza di quella di Coboldi & Catacombe, risulta essere molto più divertente grazie all’assurdità delle situazioni che ci porterà ad affrontare e, per quanto sia ancora abbastanza difficile, risulta meno frustrante della precedente versione dove la fortuna nel riuscire a trovare ottimi set di carte era fondamentale per la vittoria. In ogni caso, per quanto sia divertente e completamente gratuita, l’avventura resta un contorno a quel multiplayer competitivo che rimane il fulcro del gioco.

Hearthstone-Witchwood

 

Comparto tecnico

Blizzard è sempre stata famosa per avere dei giochi con un comparto tecnico e artistico praticamente impeccabili e Hearthstone non fa eccezione. Nonostante sia un gioco estremamente semplice a livello tecnico, tanto da girare perfettamente anche su cellulare, ogni singolo dettaglio è curato a livello maniacale. Per quanto le texture siano ottime, ciò che stupisce di più è la cura per le animazioni sia degli eroi che delle carte, in particolar modo quelle leggendarie. La completa assenza di input lag rende il gioco estremamente reattivo e fluido e inoltre bisogna segnalare la quasi totale assenza di bug che negli ultimi tempi non è così scontata.

Hearthstone-Witchwood

Comparto Artistico

Parlando di Hearthstone non si può non far riferimento all’eccellente aspetto puramente decorativo. Tutto su Hearthstone è estremamente bello da vedere e da sentire. I campi di gioco e le illustrazioni delle carte sono curati minuziosamente. Il titolo tende sempre ad essere leggero e simpatico e ciò si può notare dalle descrizioni delle carte e dalle battute delle stesse quando entrano nel campo di gioco. Le musiche sono così ben fatte da rimanere impresse (il tema principale è ormai diventato un’icona per Hearthstone). Boscotetro percorre la stessa strada del gioco base, la tematica per quanto cupa ed affascinante rimane sempre con uno sfondo di ironia che beffeggia le stesse creature che in linea di massima dovrebbero farci paura.

Hearthstone-Witchwood

Boscotetro è un’espansione che non apporta nessun grosso cambiamento alla struttura di Hearthstone. Semplicemente lo allarga ancora di più, mantenendone i pregi e i difetti. La grande varietà di mazzi nel competitivo è un grande punto a favore se non fosse per la presenza di vecchie carte che non danno spazio sufficiente a quelle nuove. In ogni caso Hearthstone continua a rimanere il punto di riferimento per i GCC digitali grazie alla sua semplicità e al suo eccellente comparto artistico.

Hearthstone: Boscotetro

8.6

Gameplay

8.0/10

Comparto Tecnico

8.5/10

Comparto Audio

9.5/10

Multiplayer

8.5/10

Pros

  • Tecnicamente Impeccabile
  • Musiche eccellenti
  • Sempre più vicino ai nuovi giocatori
  • Una grande varietà di nuovi mazzi...

Cons

  • ...Ma che purtroppo non trovano spazio a sufficienza
  • Nessuna nuova meccanica particolarmente innovativa
  • Eccessiva presenza di carte Leggendarie inutili

Salvatore Pace

Neolaureato in lingue e culture orientali, spendo praticamente tutto il tempo libero della mia vita con un controller in mano. Sonaro per eccellenza, prediligo i GDR sopra ogni cosa, ma non disdegno gli altri generi.