Frostpunk, storia di un esodo – Recensione

Ogni vostra scelta sarà giudicata.

Frostpunk è un gestionale survival della 11 bit studios (lo studio di This War of Mine, a buon intenditor poche parole…). Il gioco è esclusivamente singleplayer ed è stato pubblicato come esclusiva PC su Steam solo qualche settimana fa, il 24 Aprile, al costo di 30 euro. Il titolo può essere goduto in inglese, tedesco, francese, polacco, russo e cinese. Niente italiano dunque, il che può essere un problema per un gioco in cui la narrazione è una parte importante.
Vi consiglio dunque di valutarne l’acquisto se non siete un minimo preparati in una delle lingue qui sopra!

Trama

Il storia riguarda un gruppo di sopravvissuti nelle terre ghiacciate dell’Artico (qui chiamato Frostland, a ben ragione!), in un periodo in cui tutto il mondo, e con esso l’umanità che lo abita, è afflitto da un freddo estremo ed inesorabile. La trama e la lore vengono approfondite nella campagna, soprattutto attraverso l’esplorazione del territorio circostante con gli appositi scout. Ci sono tre scenari che potranno essere sbloccati giocando. Il primo è una sopravvivenza standard, nel secondo si guiderà un gruppo di scienziati che devono proteggere le “arche dei semi” (delle strutture che contengono i semi delle piante più importanti per la vita sulla Terra) e nel terzo si farà le veci di un gruppo veri e propri rifugiati “proletari”, che ha rubato le navi dei “padroni” e ha cercato rifugio a Frostland, contro la natura e l’umanità stessa. Mi trattengo da descrizioni ulteriori per evitare spoiler, vi basti sapere che ogni scenario è ricco di storia e scelte importanti.

Frostpunk
“The Arks” e “Refugees”, i due scenari sbloccabili giocando

Gameplay

Nei momenti iniziali del gameplay, quando si deve cominciare a capire le meccaniche, ci sono gli unici problemi, a mio avviso, di Frostpunk.
Se non siete habitué dei gestionali temo che avrete qualche problema a imparare nelle prime fasi, perché il tutorial non è molto esaustivo ed è talvolta anche scomodo. Persino il sottoscritto, che ha spesso a che fare con il genere, ci ha messo un po’ a capire come costruire le strade, come assegnare lavoratori agli edifici (o direttamente ai depositi di risorse, come scoperto dopo ormai svariate ore di gioco) e ad abituarsi al sistema economico punitivo.
Come This War of Mine, infatti, la scarsità delle risorse sarà il nostro problema principale per tutta la campagna. Cibo, salute e un riparo confortevole è tutto ciò che chiedono i nostri sopravvissuti, eppure sarà difficile fornirglielo fin dai primi momenti. Questa difficoltà porterà ad avere problemi di ordine pubblico. In tal senso l’ordine pubblico (“discontent” nel gioco, la “disapprovazione”), sarà anch’esso una vera e propria risorsa da sapersi gestire. Ogni tanto si potranno prendere delle decisioni impopolari per aumentare la produzione o risolvere situazioni difficili, assicurando la sopravvivenza alla comunità.

 

 

Comparto Tecnico

Il gioco ha girato bene per quasi tutta la sua durata, cominciando a darmi qualche problema di FPS solamente nel finale quando la mia città ormai ospitava svariate centinaia di persone. Non possiedo un pc high-end, anzi, è una macchina che ha svariati anni, quindi se siete in possesso di un computer moderno non dovreste aver alcun problema.
L’estetica del gioco è davvero gradevole, con la sua declinazione steampunk (A chi non piace lo steampunk? No davvero, a chi?), e anche l’ambientazione artica è azzeccata. I menu, le schermate iniziali, l’HUD, la neve durante i caricamenti, il filmato iniziale: tutto contribuisce perfettamente a creare l’atmosfera survival.
La colonna sonora originale è azzeccata e decisamente coinvolgente.

Frostpunk

 

Un gioco un po’ secchione

Un avviso ai non appassionati del genere:
Frostpunk, come lo era This War of Mine, è un gestionale, e quindi la sfida sta nell’efficienza. È questa la parola chiave. Più sarete efficienti nella gestione dello spazio, delle risorse, delle ricerche, meno fatica farete. In questo senso è un feeling molto diverso da molti altri giochi mainstream. Ci si sentirà più amministratori (con tanto di proclamazione di leggi, ogni volta accompagnate dalla voce del nostro tirapiedi che urla “newww laaaw”) e meno eroi, più calcolatori e meno impetuosi.
Ed è proprio nell’essere “calcolatori” che il gioco inserisce i suoi valori etici. Il gioco ci presenterà davanti a scelte difficili, eticamente corrette ma che mettono in discussione la sopravvivenza del gruppo originario. Gli sbandati che si trovano vagando per Frostland sono veramente un problema data la situazione. Bocche da sfamare, corpi da tenere in salute e al caldo.
Ad ogni modo, il discorso etico e politico di Frostpunk merita di essere trattato in un articolo a parte.

 

La visuale termica ci permette di controllare la temperatura negli edifici della città e assicurarci che nessuno patisca il freddo

 

In conclusione, Frostpunk è un gestionale survival che sa sfruttare tutti i punti di forza del genere. Sarà che sono un appassionato, sarà che lo steampunk è un filone della fantascienza molto popolare, sarà che mi piace dover gestire un sistema di risorse interdipendenti, sarà che la narrativa è sintetica e fertile, sarà che il gioco fa riferimento a questioni etiche e politiche interessanti. Sta di fatto che Frostpunk rimarrà nei miei ricordi a lungo, e 11 bit studios rimarrà anche esso a lungo sotto i nostri radar.

 

Frostpunk

Frostpunk
8.9

Trama

9.0 /10

Gameplay

8.5 /10

Comparto Audio

9.0 /10

Comparto Visivo

9.0 /10

Pros

  • Ottima estetica
  • Trama interessante
  • Scelte sempre controverse e stimolanti
  • Ottima colonna sonora
  • Gameplay molto avvincente...

Cons

  • ...ma la durata del gioco lascia un po' a desiderare
  • Tutto in Inglese

Giacomo Roccatelli

Sono Giacomo, ho 25 anni e sono da sempre un appassionato di videogiochi, specialmente RTS. Sono laureato in Filosofia e ho studiato Game Design alla Scuola Internazionale Comics delle arti figurative e digitali di Firenze. Scrivere recensioni per videogiochi è molto bello per me, d'altronde per chi non è bello esprimere giudizi su qualcosa o qualcuno? L'importante è ricordarsi, per dirla con Mannarino, che "quanno un giudice punta er dito contro un povero fesso, nella mano strigne altre tre dita che indicano se stesso".