Escalation, la nuova espansione di Ashes of the Singularity – recensione

La nuova espansione Escalation di Ashes of the Singularity sarà stata in grado di redimere il titolo da tutti gli errori che portava con sé dall’uscita?

Il genere degli strategici in tempo reale è da tempo ormai in declino; pochissimi titoli appartenenti a questa categoria sono usciti nell’ultimo periodo e anche per questo motivo l’uscita dell’espansione Escalation per Ashes of the Singularity, rappresenta un evento paragonabile ad una novità in arrivo sugli scaffali. Il gioco base aveva generato intorno a sé una certa attenzione, sia perché riprendeva delle particolarità da RTS inutilizzate ormai da molti anni ad alto livello, sia perché gli strategici in tempo reale di case maggiori usciti quest’anno si possono contare sulle dita di una mano.

Escalation

Prima di addentrarci nella recensione di questa espansione è bene precisare che Escalation non è semplicemente un contenuto aggiuntivo, dal momento che essa ha di fatto sostituito quello che era il prodotto base, che adesso non è più acquistabile separatamente. Di fatto Escalation rappresenta una specie di ultimazione di ciò che sarebbe dovuto essere il videogioco alla sua uscita: una limatura di tutti i difetti, una maggiore offerta di contenuti ed una rifinitura generale che ci si aspettava all’uscita del titolo dall’accesso anticipato (cosa avvenuta nell’ormai lontano marzo 2016). Per saperne di più su come il prodotto appariva all’epoca, e per avere un’infarinatura generale delle premesse e delle meccaniche (parte delle quali sono state riviste notevolmente con l’arrivo di Escalation), vi rimando alla lettura della nostra recensione del periodo.

Storia

Se la prima campagna, presentata all’uscita del gioco base, non era stata particolarmente apprezzata né dalla critica specializzata né dal pubblico, diverso è il discorso con le due nuove campagne annesse a quest’espansione anche se non troppo. Senza soffermarsi troppo sui risvolti della trama, e quindi evitando ogni genere di spoiler, si può affermare che si sono fatti dei leggeri passi in avanti. Doppiaggio, recitazione e trama in sé risultano molto più credibili ed interessanti rispetto a ciò che avevamo visto all’uscita e questo non può che essere positivo. Tuttavia sono rimasti comunque alcuni difetti che già affliggevano la versione base del titolo. Andando di missioni in missione ci si accorgerà che la difficoltà non è stata sempre ben bilanciata e alcune partite risulteranno molto più ostiche di altre nonostante queste ultime vengano magari dopo quelle lì. Nonostante ciò i miglioramenti ci sono stati e si nota immediatamente la maggior cura con cui sono state costruite queste due campagne rispetto a quella “originale”.

Gameplay

Le meccaniche di gioco base non sono cambiate notevolmente da come erano già stato proposte con la versione base, ma sono state apportate importanti modifiche che, invece, aumentano considerevolmente le possibili soluzioni strategiche e tattiche del giocatore. Sono presenti nuove unità con scopi specifici, come ad esempio il furto di risorse o l’attacco di sorpresa attraverso tecnologia da infiltrazione, ed è stato rivisto l’utilizzo delle postazioni di difesa fisse; esse infatti prima di Escalation erano abbastanza inutili e rispecchiavano sotto un certo punto di vista quello che era stato il ruolo delle difese statiche in Supreme Commander, titolo a cui Ashes of the Singularity si ispira fortemente. Adesso le torrette garantiscono maggior sicurezza in difesa e non costringono il giocatore a dover lasciare nutriti gruppi di unità per presidiare e mantenere delle posizioni, favorendo in questo modo il loro più massiccio impiego nelle fasi d’assalto. Sebbene fosse interessante l’idea di dover tenere delle unità a presidio di determinate posizioni per respingere gli attacchi del nemico, ci era sembrato abbastanza irrilevante la presenza di difese statiche che a conti fatti risultavano più di ostacolo che utili ai fini della strategia e tattica generale.

Sono state aumentano notevolmente il numero di navi a nostra disposizione, dando così più possibilità ai videogiocatori di quanto accadesse con il titolo base, dalla presenza di Sabotatori e Raccoglitori che, grazie alla loro tecnologia di infiltrazione, possono aggirare le linee nemiche e provocare danni considerevoli saccheggiando il territorio nemico o rubando da esso importanti risorse. Anche lo zoom tattico è stato migliorato e adesso permette di seguire al meglio l’azione che avviene a schermo e di assegnare gli ordini con più rapidità alle unità dislocate nella mappa di gioco.

Croce per Escalation, così come lo era per Ashes of the Singularity, è l’IA delle unità. Un titolo che propone una tecnologia di così ampio respiro in cui si ha il comando spesso di armate che spesso va oltre il centinaio di unità ha bisogno di un’intelligenza artificiale dei combattenti molto robusta. I mezzi non devono avere incertezze riguardo agli ordini affidatigli e devono essere in grado di portare a termine un ordine di movimento o di attacco senza ulteriori suggerimenti. Non è possibile governare come si deve un’armata così imponente se poi bisogna tenere la mano ai veicoli e condurli sulla giusta via per raggiungere il loro bersaglio, sia che questo sia un nemico o un semplice punto di ritrovo. Le unità devono essere in grado di autogestirsi un minimo e di saper badare a loro stesse anche mentre il giocatore è impegnato a comandare una battaglia cruciale che magari sta avvenendo dalla parte opposta della mappa di gioco.

In breve, sono state migliorate moltissime meccaniche di gameplay e molte sono state introdotte per offrire un’esperienza più varia al titolo, ma permangono dei problemi che non possono assolutamente essere lasciati in un videogioco appartenente a questo genere. È un vero peccato dal momento che Supreme Commander 2 aveva già risolto moltissime problematiche relative al pathfinding delle unità, migliorando addirittura lo spostamento delle formazioni per evitare che si scontrassero fra di loro.

Questa immagine mostra quanto fosse andato avanti lo sviluppo della IA delle singole unità in Supreme Commander 2 rispetto alla concorrenza. Il gioco nella prima metà è il primo Supreme Commander.

Comparto Tecnico

Questa è sicuramente una delle parti più positive del titolo, dove si sente maggiormente la mano di uno studio maggiore qual è Stardock Corporation (che oltre ad aver curato la pubblicazione, si è anche occupata in parte dello sviluppo assieme ad Oxide Games). Il gioco supporta pienamente le DX 12 e il dettaglio è generalmente sempre molto alto. Peccato che non tutti i modelli delle unità e degli edifici siano particolarmente ispirati; infatti spesso potrà capitare di confondersi da unità ad unità e da edificio ad edificio, sebbene vi sia comunque un certo miglioramento rispetto al prodotto base. Poco altro vi è da aggiungere se non che il livello è stato mantenuto alto e questo è indubbiamente un bene.

Stessa cosa vale per l’audio e la colonna sonora, che continua a mantenere delle tracce mai troppo movimentate visto che Escalation, come il gioco base, non ha aumentato i ritmi. Le musiche sono ben posate e riescono ad accompagnare come si deve le vicende che avvengono a schermo, svolgendo a dovere il loro ruolo di accompagnamento musicale. La stessa cosa si può dire dell’audio di gioco che è soprattutto ben calibrato e non diventa mai fastidioso. Le esplosioni, i colpi sparati dalle unità, i laser e così via sono sempre eseguiti ad un volume più che accettabile risultando tutti ben udibili, ma al contempo non troppo alti e quindi non irritanti, specialmente durante le battaglie su vasta scala che in questo titolo sono il pane quotidiano. Escalation inoltre è stato e continua ad essere supportato con moltissimi DLC minori, alcuni gratuiti e altri a pagamento, e con un numero notevole di patch volte a sistemare quanto più possibile l’esperienza di gioco, speriamo che in futuro anche i problemi elencati in questa recensione vengano meno in modo da garantire una migliore giocabilità del prodotto.

Escalation è un passo avanti importante per Ashes of the Singularity e rappresenta probabilmente un modo per chiedere perdono agli appassionati per tutti i problemi riscontrati all’uscita del titolo. Molte cose sono state limate, molti contenuti sono stati aggiunti ed è stata conferita più varietà alle dinamiche di gioco, anche a costo di dover rivedere quelle originali. Nonostante ciò vi sono ancora problemi su cui non si può sempre passar sopra, come ad esempio la scarsa IA delle unità, che in un titolo con queste meccaniche deve essere per forza molto robusta. Se anche questi problemi venissero risolti, Ashes of the Singularity: Escalation potrebbe essere ricordato come un ottimo RTS di questo periodo.

Ashes of the Singularity: Escalation

€39,99
Ashes of the Singularity: Escalation
7.5

Gameplay

8/10

Comparto tecnico

9/10

Colonna sonora

8/10

STORIA

6/10

Pros

  • Più contenuti per il singolo giocatore
  • Dettaglio grafico sempre alto e ottimo zoom
  • Maggiore varietà nelle meccaniche di gioco
  • Audio e colonna sonora di buon livello
  • Alcuni contenuti aggiuntivi gratuiti...

Cons

  • ...ma parecchi a pagamento
  • IA delle unità e macro ancora con molti problemi
  • Difficoltà non sempre ben calibrata
  • Una maggiore differenziazione dei modelli avrebbe giovato considerevolmente

Silvestro Iavarone

Classe 1993, studente universitario, che passa comunque ancora tanto e troppo tempo a videogiocare, nonostante tutto!

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