Deadly premonition: l’horror che sà di vecchio!

Ci son giochi che nascono fuori dal loro tempo, sicuramente Deadly premonition è uno di questi. Nasce come survival horror per xbox360, per poi subire un violento porting su pc e ps3 con la versione “Director’s Cut”. il titolo riprende i canoni classici di vecchie perle del genere e spezza in due la critica, da un lato vi è chi lo ritiene un capolavoro, un tuffo nel passato, dall’altro chi lo vede come un gioco inaccettabile per il periodo in cui è uscito, ma andiamo a capire il perchè di questa frattura…deadly_premonition__directors_cut_wallpaper_by_christian2506-d5vj88t

 

Mmmm questo posto mi è familiare!

Il gioco si svolge nella cittadina di Greenvale, ma possiamo benissimo chiamarla “twin peaks” , per chi non lo sapesse, “Twin Peaks” fu una serie cult anni ’90, dove un agente dell’FBI (come nel nostro caso) indaga (come nel nostro caso,caso) in una piccola cittadina della provincia americana (tò proprio come nel nostro caso!).
Il gioco viene ambientato nella contea di Greenvale, dove vivremo nei i panni di “Francis”, un ispettore dell’Fbi il quale sta indagando su dei misteriosi delitti, unico ispettore a poter vedere un “otherworld” simile a quello che accadeva in un altro famosissimo gioco survival horror…(e siamo a 2..)
L’esperienza del protagonista ci viene offerta in Free roaming e ci consente di poter esplorare per intero la zona di Greenvale, conoscendo i vari personaggi chiave e la loro storia, così come ci permetterà di accedere a subquest attraverso personaggi secondari, il tutto mentre indagheremo su uno strano delitto e sulle stranezze del posto. La trama viaggia in due direzioni opposte ma legate, tra razionale e sovrannaturale, intrecciandosi offrendo chiarezza e confondendo al tempo stesso, il tutto al fine di colpi di scena ben riusciti soprattutto nel finale, se in un gioco si cerca una profondità di trama, sicuramente questo titolo sarà un ottimo acquisto.

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Free roaming, ciò che ci serviva!

il free roaming ci permette quanto descritto sopra, nonchè aumenterà la sensazione d’ansia perenne e la possibilità di perderci tra boschi chilometrici e strade nebbiose, il puro girovagare per la mappa viene anche incoraggiato dalle molte attività secondarie: in precedenza abbiamo accennato alle varie sottomissioni, inoltre troverete pontili dove pescare, oltre ai pesci, munizioni o regali a sorpresa. varie figurine da collezionare (sparse in tutto il di gioco) rappresentanti i personaggi, le entità  e gli oggetti chiave dell’avventura, possibilità di lavorare part-time, giocare a freccette, pranzare con i colleghi al dipartimento di polizia o alla tavola calda, farvi la barba, cambiarvi d’abito (l’igiene prima di tutto!) e così via: le attività sono molteplici e ci porteranno via molto tempo via molto tempo.
Senza completare le varie subquest il tempo di gioco si aggira intorno alle 16 ore, mentre supererà abbondantemente la ventina, nel caso decidiate di applicarvi in tutto e per tutto.

 

Non è tutto rose e fiori

Purtroppo il titolo della recensione non è messo a caso, ed ecco l’altra faccia della moneta, tecnicamente come gioco è davvero troppo arretrato, partiamo inanzitutto con le animazioni, legnose e statiche, non se ne vedevano così da generazioni, i suoni sembrano dell’epoca scorsa, audio fuori sincrono durante le cutscene, una traduzione italiana che rasenta l’ignoranza, texture di bassa qualità e compenetrazioni, unica cosa passabile il modello poligonale del protagonista e di pochi altri, perchè giustamente, nella “fiorente” cittadina di Greenvale noteremo uomini e donne tutti uguali tra loro (tutti gemelli?!), in aggiunta persino il design dei nemici è limitato facendo sembrare di combattere contro fotocopie, nonostante l’ottima idea di riprendere alcune sembianze dei demoni e dei fantasmi nipponici, il fatto di affrontare sempre “le stesse facce” risulta monotono. Per concludere,aggiungiamo inoltre che vi è un pesante effetto aliasing SU QUALSIASI COSA oltre a pop-up continui durante le fasi esplorative, se andate avanti e non riuscite a muovervi, tranquilli, probabilmente la texture di un albero starà caricando di fronte a voi.
Infine parliamo dell’IA e dei nemici , passasse che i nemici dovrebbero rappresentare manifestazioni di non morti, passasse che magari in un gioco survival horror non è proprio la prima cosa ad essere considerata, ma IA del genere ovvero che segue il pattern: mi trovo sul punto A, devo raggiungere ad ogni costo in linea retta (anche se non posso per via di ostacoli) il punto B (ovvero Francis, il protagonista) era da tantissimo tempo che non se ne vedevano, oltretutto quando ucciderete un nemico, quest’ultimo ci metterà almeno 1 minuto buono a rendersene conto e a “afflosciarsi” a terra.

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Tuffo nel passato

per quanto riguarda il gameplay, è sicuramente adatto al genere, si hanno fasi esplorative ricche d’ansia a sezioni TPS stile “Shinji Mikami” (gameplay director di Resident evil 4, shadow of the damned e l’attesissimo Evil Within), purtroppo però non convince la scelta di mettere munizioni illimitate alla difficoltà normale, anche se poi aumentando la difficoltà, troveremo senza problemi tonnellate di munizioni oltre che poterle acquistare all’armeria, perdendo quel lato survival che poteva dargli quella marcia in più.
La raccolta degli oggetti è chiaramente uno dei punti chiave del videogames, e per i più nostalgici, gli sembrerà stranamente familiare, infatti è preso “paro-paro” (concedetemi il termine) da silent hill, ovvero schermata nera, oggetto al centro che gira in senso orario con il nome sotto in bianco.
Se pensate che la scelta delle munizioni illimitate o comunque reperibili facilmente sia qualcosa che possa rovinare lo stato d’ansia, tranquilli, ogni arma fisica dopo 6-7 colpi diventerà inutilizzabile senza un particolare motivo (si sà che un coltello non taglia più dopo averlo usato 7 volte) inoltre  i comandi vi faranno maledire il giorno in cui avete deciso di acquistarlo, intuitivi come la seconda prova di maturità di un liceo scientifico, verrete spesso circondati mentre guarderete il joypad o la tastiera pensando “com’era che si tirava fuori l’arma?” e opterete per la classica tecnica del “fuggi passando attraverso i nemici che ci mettono minimo 30minuti a girarsi con quel mal di schiena.”297536.deadly-premonition-per-x360.npxkg_jpg_640x0_watermark-small_q85

Suoni d’altri tempi

 

anche a livello audio non ci siamo, come già detto in precedenza, spesso l’audio è fuori sincrono con il labbiale dei personaggi, nonchè alcuni suoni sono “smorzati” senza alcun motivo, ad esempio sentiremo più il rumore della pioggia che di un cane che ci abbaia a 2 metri di distanza.
Unica nota positiva, sono i versi dei nemici, che ricordano molto il passato e le ore passate a scappare dai vari nemici delle vecchie generazioni (da capire se scelta voluta o casuale).

 

 

L’eroe dai dubbi superpoteri

 

 

Durante le nostre passeggiate nella “ridente” cittadina di provincia, il nostro personaggio, come già detto in precedenza, sarà l’unico a poter vedere un “altro mondo” più “sporco” della realtà, simile a come lo dovrebbe concepire il misterioso assassino sulla quale sta indagando, oltre questo avrà la possibilità di vedere esseri spettrali e luoghi sconosciuti altrimenti irraggiungibili.
Nel bel mezzo delle nostre esplorazioni, Francis si fermerà e userà il suo potere chiamato “identikit psicologico” dove vedrà immagini a caso offuscate, che verranno poi rese più chiare una volta raccolti i vari oggetti chiave delle missioni, ovviamente una cosa del genere la faceva anche Agatha Christie, con una cosa chiamata “intuito”, ma son dettagli.

Antonio Mennillo

Appassionato da sempre alla tecnologia, all'età di 5 anni smontò il suo primo pentium 133, incombendo nelle ire dei genitori, ma scoprendo così un mondo...IL SUO MONDO. Ad oggi studente alla facoltà di ingegneria informatica "LA Sapienza", continua il suo percorso di formazione, videogiocando la maggior parte del tempo, predilige i Jrpg, ma si adatta ad ogni gioco, andandoli a spulciare con minuziosità e oggettività, è in grado di riconoscere i limiti di un determinato videogioco, senza però non riuscire a goderselo a pieno.