Dawson’s Creek: un ventennio di amore e amicizia

Il re dei teen drama non è più un adolescente!

“I don’t want to wait for our lives to be over” – Storpiata, parodiata e canticchiata, la prima strofa della sigla di Dawson’s Creek (tratta dalla canzone originale I don’t want to wait di Paula Cole) è diventata il marchio di fabbrica, il biglietto da visita televisivo di una delle serie TV che hanno fatto la storia del genere teen drama. Il primo episodio dello show creato da Kevin Williamson è andato in onda nel gennaio del 1998, riscuotendo fin da subito un successo accompagnato però da diverse critiche.

Dawson’s Creek segue le tormentate vicende d’amore e di amicizia di un gruppo di adolescenti nella fittizia cittadina di Capeside, Massachussetts. In particolare, seguiamo da vicino le vite di Dawson, ragazzo appassionato di cinema col sogno di diventare un regista come il suo mito Steven Spielberg, Joey, la sua migliore amica (o qualcosa di più? Ci vorranno ben 6 stagioni per venirne a capo!) che sogna un college prestigioso e un viaggio a Parigi, Pacey, un ragazzo decisamente più esuberante e impulsivo di Dawson , e Jen, ragazza apparentemente disinibita ma molto sensibile. Al loro debutto sul piccolo schermo, i quattro protagonisti e gli altri personaggi della serie vennero subito criticati per la surreale loquacità e la cultura spropositata per dei ragazzi di sedici anni: la stessa attrice Michelle Williams, interprete di Jen, necessitava di un dizionario per comprendere i riferimenti storici delle battute del suo personaggio! Dal debutto di Dawson’s Creek, la “precocità mentale” (e verbale) degli adolescenti in TV diventerà un punto fermo di ogni teen drama di successo. Nonostante la loro sorprendente padronanza del linguaggio e le loro conoscenze un po’ troppo vaste, i ragazzi di Capeside presentano tutti i tratti tipici dell’adolescenza; sono confusi, si sentono persi, esplorano e sperimentano, insomma: crescono.

Insieme alle perplessità sui personaggi, arrivarono anche le critiche del Parents Television Council, fondato appena tre anni prima nel 1995, che riteneva i temi trattati e discussi nel telefilm un po’ troppo…piccanti. Anche la critica specializzata, però, additò i dialoghi troppo coloriti fin dal primo episodio, compresa l’eccessiva preoccupazione e ossessione dei ragazzi per il sesso (un’altra costante dei teen drama statunitensi!). Insieme alle recensioni negative che ne criticavano il contenuto più che l’aspetto tecnico, Dawson’s Creek ricevette anche diversi elogi. Tra questi, quello pubblicato su Variety che definì lo show “Un imperdibile drama con tanto cuore… l’equivalente adolescenziale di un film di Woody Allen“. Il telefilm è stato inoltre vincitore di numerosi premi e riconoscimenti, tra cui quelli del Teen Choice Award nel 1999 come miglior serie televisiva drammatica, e quello come miglior attore televisivo a Joshua Jackson (Pacey).

Dawson’s Creek non ha soltanto segnato un’epoca televisiva e fatto breccia nel cuore e nella memoria di molti giovani spettatori, ma ha anche lanciato le carriere di alcuni attori che sarebbero poi diventati – più o meno – famosi. Katie Holmes, vista sul grande schermo in produzioni quali Batman Begins, Thank you for smoking e l’horror Non avere paura del buio, a un certo punto ha attirato le attenzioni della cronaca rosa proprio come il suo personaggio Joey, sempre al centro di turbe amorose. Il motivo? La sua storia d’amore con Tom Cruise, che ha sposato e dal quale poi ha divorziato, e dal quale ha avuto una figlia. Ma prima della love story con l’attore hollywoodiano di Mission Impossible, la Holmes aveva avuto una relazione con…Joshua Jackson! Le similitudini con il personaggio interpretato nella serie paiono proprio non avere fine. Anche Jackson ha intrapreso una buona carriera cinematografica e televisiva, e nella vita privata anche lui ha avuto una partner proveniente dal mondo dello spettacolo, l’attrice Diane Kruger.

Continuano i pettegolezzi con un’altra storia al centro dell’attenzione mediatica, quella di Michelle Williams con il purtroppo scomparso Heath Ledger, conosciuto sul set di I segreti di Brokeback Mountain. La Williams si è decisamente affermata come attrice versatile e talentuosa, lavorando con Wim Wenders (La terra dell’abbondanza) Martin Scorsese (Shutter Island) e interpretando il ruolo da protagonista di Marylin Monroe in Marylin, diretto da Simon Curtis. Ultimo ma non meno importante, James “Dawson” Van Der Beek. Paradossalmente il meno “chiacchierato” dei quattro membri del cast principale, con una modesta carriera televisiva e cinematografica, Van Der Beek non sarà stato protagonista dei giornali scandalistici ma ha certo (involontariamente) lasciato la sua impronta sul web: i social network l’hanno reso protagonista di meme e divertenti GIF, dedicate in particolare alla sua espressione durante una scena di pianto! Basta fare una veloce ricerca sul web per scoprire di cosa si tratti.

Michelle Williams interpreta Jen. Il suo rapporto con la nonna è stato apprezzato per la conflittualità iniziale, l’ateismo della giovane che cozza con la fede della donna più anziana, e il successivo avvicinamento di due personaggi appartenenti a due generazioni diverse.

Forse un po’ (anzi: decisamente) irrealistico e ormai datato – difficilmente lo si potrebbe vedere come uno show “attuale” – Dawson’s Creek si è innegabilmente fatto strada nei piacevoli ricordi di moltissimi spettatori. In particolare, quelli italiani ricordano la prima messa in onda dello show dal 2000 al 2003 su Italia 1, canale Mediaset ospite dei più amati teen drama e dell’intrattenimento per bambini e ragazzi. Quello che non è stato mai trasmesso in Italia è lo spin-off Young Americans, trasmesso negli USA nel 2000, e detentore di un record decisamente peculiare: Michele Hewitson del New Zealand Herald affermò che difficilmente una serie TV statunitense era riuscita a superare qualsiasi aspettativa di assoluta bruttezza! Lo spin-off seguiva le vicende di un amico di Pacey che era apparso brevemente nella serie principale, ma data la scarsa qualità del prodotto, lo show è stato cancellato nello stesso anno in cui è andata in onda la prima e unica stagione. 

Dawson’s Creek sembra uno dei pochi prodotti televisivi e cinematografici di grande successo a essere sopravvissuto alla mina vagante del “reamke”, o del “reboot” a tutti i costi. Non è mai una grande idea tentare di ricreare una combinazione di fattori perfetti (epoca della messa in onda, temi trattati, cast) e farla funzionare nel presente. Specialmente se si tratta di prodotti imperfetti, irrealistici, “teen” e adorabilmente cervellotici come l’inimitabile Dawson’s Creek.

Si ringrazia Davide Contaldo per l’immagine di copertina

Sarah Grossi

Datemi indie games e nessuno dovrà ascoltare la terrificante storia di quando scelsi la PlayStation al posto dell' Xbox perché "questo verdolino non mi garba mica tanto"