Warhammer 40000: Dawn of War III – Recensione di un titolo divisivo

Odiato, ripudiato, ma innocente.

Per la terza volta Relic Entertainment ci catapulta sui campi di battaglia di Warhammer 40000 con Dawn of War III, continuando le vicende dei protagonisti che avevamo già visto nei precedenti capitoli, focalizzandosi non più solo principalmente sulla fazione degli Space Marine dei Corvi Sanguinari, ma anche su quelle di Orki ed Eldar. Il titolo è stato accolto positivamente dalla maggior parte della critica specializzata, mentre il pubblico è rimasto piuttosto freddo e ne ha criticato il ritorno alle origini della serie. Prima cosa che infatti salta all’occhio è che Dawn of War è uno strategico in tempo reale classico, molto più di quanto lo era il secondo episodio, con la sua deriva votata molto verso gli eroi e meccaniche più da gioco di ruolo. Proprio mentre mi accingo a scrivere questa recensione infatti è stato appena comunicato da Relic l’abbandono del supporto del gioco per via delle basse vendite. Quindi non vi saranno quindi espansioni od altri aggiornamenti per Dawn of War III in futuro.

Dawn of War III
Nelle immagini che vedrete di seguito i dettagli non sono impostati ad alto, quindi per avere un’idea di quello che è l’impatto d’insieme vi basterà vedere un qualsiasi screenshot del gioco in rete.

Storia

Le vicende prendono luogo tempo dopo Dawn of War II e ritroviamo il capitolo dei Corvi Sanguinari alle prese con un attacco in massa degli Orki al pianeta Cyprus Ultima. Gabriel Angelos è l’unico a rispondere alla chiamata di lady Solaria, che è al comando delle forze di difesa del pianeta di fronte all’implacabile orda dei pelleverde; i Corvi Sanguinari affrontano le forze degli Orki sul pianeta, ma la situazione si complica notevolmente quando partecipano allo scontro anche gli Eldar, giunti per tener fede ad una profezia. Si scopre infatti che un pianeta, che contiene una reliquia di inestimabile valore ed in grado di conferire poteri enormi a chi la userà, emergerà dal Warp proprio vicino a Cyprus Ultima. Lo scontro tra le tre fazioni assume connotati sempre meno definiti, dal momento che sia gli Eldar, che gli Orki sono fiaccati da lotte intestine per il raggiungimento del potere. Non di meno accade ai Corvi Sanguinari che si ritrovano a più riprese ai ferri corti con l’Inquisitore imperiale mandato a fermare chiunque voglia impadronirsi dell’antico artefatto.

Dawn of War III
La campagna vi farà guidare ciclicamente le tre fazioni di gioco, insegnandovi le basi per il multigiocatore. Unità come lo spettro cavaliere sono colossi da combattimento molto difficili da eliminare.

Detta questa breve premessa sulla trama, va detto che essa assume almeno dei connotati migliori rispetto a quella presente nelle precedenti iterazioni di Dawn of War. Carina l’idea di riportare alcuni degli eroi del primissimo capitolo e altrettanto interessante l’idea di permettere di giocare con tutte e tre le fazioni durante la campagna, garantendo così varietà e mostrando così varie sotto trame semplici, ma funzionali.

Dawn of War III
L’utilizzo appropriato di determinate abilità delle unità può essere devastante. Alcune di esse vanno sviluppate prima di poter essere utilizzate, come il lanciafiamme ad esempio.

Gameplay

Dawn of War III è uno strategico in tempo reale piuttosto classico in cui anche le meccaniche tipiche di Company of Heroes, che avevano contaminato Dawn of War II, sono state eliminate per ritornare a qualcosa di più simile al primo episodio. Chi si era trovato bene con il primo si troverà a proprio agio anche con Dawn of War III, dato che le meccaniche sono molto simili e vi sono solo alcuni cambiamenti minori. Le tre fazioni in gioco sono state rese infatti più differenti fra loro, aggiungendo particolarità e dinamiche caratteristiche ben in linea con il folklore di Warhammer 40000. Le risorse di gioco sono sempre due: requisizione ed energia, a cui va ad affiancarsi il classico limite di popolazione tipico del genere. A differenze del primo capitolo ormai le risorse si ottengono solo controllando dei punti strategici su cui è possibile costruire, e successivamente potenziare, dei generatori che produrranno periodicamente la risorsa indicata. La costruzione della base è ritornata, ma è stata comunque limitata rispetto al primo capitolo, dal momento che alcune strutture avranno un limite massimo di costruzioni attive contemporaneamente (specialmente quelle che possono fungere da torrette fisse) ed altre saranno edificabili solo su predefinite posizioni.

Dawn of War III
Alcune missioni risultano molto più rapide di altre, poiché si limitano a dove condurre un’armata al completamento di una serie di obiettivi. A difficoltà alta alcuni di questi livelli diventano davvero ostici.

Cosa sicuramente più interessante rispetto ai due episodi precedenti è proprio la maggior differenziazione che è stata data alle tre civiltà in gioco. Mentre gli Space Marine appaiono come quelli più classici e tipici degli strategici in tempo reale, gli Orki vedono l’aggiunta della dinamica dei rottami, che permette loro di sfruttare le carcasse dei veicoli distrutti o i semplici rottami accumulati dalle torri WAAAGH per potenziare le proprie unità. Sarà possibile per gli Orki anche recuperare nuovi mezzi da combattimenti dai grandi cumuli di rottami, rendendo di fatto l’operazione utile anche per costruire unità direttamente sul campo di battaglia. Se volessimo fare invece un paragone per descrivere gli Eldar, potremo citare i Protoss della serie di Starcraft. Essi infatti possono teletrasportare le proprie unità da una struttura all’altra ed inoltre i loro edifici possono disassemblarsi e riassemblarsi in altri punti della mappa. Alcuni edifici inoltre garantiscono dei bonus per le unità, rendendo necessaria il supporto di queste strutture alle truppe per mantenersi in vantaggio sul nemico. Le forze degli Eldar infine dispongono di scudi autonomi che svolgono la stessa funzione di quelli dei Protoss in Starcraft.

Dawn of War III
Le risorse si ottengono controllando dei punti strategici sulla mappa, questi punti possono ospitare dei generatori di requisizione e di energia (le due risorse del gioco), ma in certi casi anche di una risorsa rara per schierare sul campo di battaglia le unità eroiche più rapidamente.

Rimanendo su Starcraft, non si può non fare un paragone con la campagna di Wings of Liberty, prima campagna di Starcraft II ed ormai metrica per il genere. La campagna di Dawn of War III non è altrettanto varia, ma vi è un netto miglioramento rispetto a quella del primo capitolo e sicuramente del secondo episodio, dove le tinte da gioco di ruolo d’azione erano molto più marcate e soffocavano completamente l’idea di strategico in tempo reale. La possibilità di governare a turno una delle tre razze garantisce maggiore variazione all’utente, ma è un peccato che tutto si riduca spesso ad un “distruggi l’obiettivo per proseguire”. Non c’era sicuramente bisogno di molta inventiva per offrire qualcosa di nuovo e Wings of Liberty sotto questo punto di vista insegna sicuramente. Una critica mossa al titolo dall’utenza riguarda le unità d’élite, degli eroi dotati di abilità speciali attive e passive particolarmente potenti. Secondo molti queste unità sono decisive negli scontri e riducono quello che dovrebbe essere uno strategico in tempo reale ad un MOBA in cui le truppe hanno una funzione da “minion”. Dopo più di venti ore di gioco posso dire con fermezza che ciò non è assolutamente vero e che gli eroi svolgono la stessa funzione di quelli di Wacraft III, né più né meno. L’importanza di avere un’armata efficace è e rimane il fattore più importante, le unità d’élite sono sì forti e grazie alle loro abilità possono cambiare le sorti di uno battaglia, ma solo se le due armate si equivalgono in termini di forza; un eroe da solo fa ben poco. Altro discorso invece vale per quelle unità d’élite che altro non sono dei mezzi colossali, essi sono forti e diventano indubbiamente la spinta principale delle manovre offensive un po’ come accadeva per i titani di Age of Mythology.

Dawn of War III
Questa è l’unica missione “furtiva” del gioco, peccato che la fase d’infiltrazione sia molto breve e piuttosto classica nella sua impostazione.

Dawn of War III prevede tre modalità di gioco: campagna, schermaglia e multigiocatore; mentre della prima abbiamo già ampiamente discusso, delle schermaglie possiamo dire senza troppi giri di parole che si tratta di una preparazione a quello che poi sarà lo scontro online, l’IA non brilla particolarmente e non è nemmeno troppo scarsa, poiché riesce comunque a risultare fastidiosa per un giocatore alle prime armi a livelli di difficoltà normale o facile e una spina nel fianco a difficile. Le mappe di gioco sono numerose e sono tutte ben fatte, sebbene spesso si riducano a tre sentieri da percorrere per raggiungere la base avversaria. Nelle schermaglie, così come nelle partite multigiocatore, vi è il più classico annientamento, in cui dovrete eliminare ogni traccia del vostro avversario, fino ad arrivare al più classico nucleo energetico. In quest’ultima tipologia di schermaglia vi saranno degli obiettivi da distruggere per poter raggiungere la vittoria, ma in fin dei conti non si tratta di una modalità tanto diversa dal tipico annientamento, se non fosse che abbiamo degli obiettivi precisi da eliminare. Infine, come in ogni gioco basato su Warhammer che si rispetti, vi è la possibilità di colorare a proprio piacimento l’armata, caratteristica ripresa a piene mani dai precedenti due titoli.

Dawn of War III
In certi punti la telecamera non aiuta particolarmente il giocatore, specie quando bisogna attivare le abilità delle proprie unità, ma altri oggetti dello scenario interferiscono con il nostro mouse. Questo è uno dei casi in cui l’assalto dei marine assaltatori è stato lanciato più in ritardo di quanto si sarebbe dovuto. Gli scenari sono tutti ben fatti, tuttavia delle volte essi diventano fastidiosi per la telecamera di gioco che non può gestire queste situazioni

Comparto tecnico

Dawn of War III sfoggia il nuovo engine di Relic Entertainment, cioè l’Essence Engine 4.0, miglioramento di quello utilizzato per Company of Heroes 2. Effettivamente vi è un maggior numero di dettagli ed effetti a schermo con un framerate sempre stabile. Dopo quasi un anno dalla sua uscita, avvenuta ad aprile 2017, il gioco è ottimizzato in maniera sopraffina e mai sono stati constatati rallentamenti, cali o incertezze. Pochissimi anche i bug e solo qualche glitch è apparso di tanto in tanto, sempre e solo legato al terreno che si crepa dopo cruenti scontri. In certi punti precisi sarà infatti possibile vedere crateri che scompaiono o che compaiono ad intermittenza, ma precisiamo che ciò è capitano solo dopo lunghe battaglie che avevano lasciato solo una gran confusione di corpi e rottami sul campo.

Dawn of War III
Il Whirlwind può bombardare con missili a frammentazione un punto della mappa entro la sua ampia gittata. Può risultare una spina nel fianco decisamente fastidiosa per un giocatore, ma in compenso si tratta di un’unità parecchio fragile e con poche difese a breve distanza.

Per quanto riguarda il sonoro ho apprezzato il campionamento audio dei vari effetti, che permettono tra l’altro di riconoscere quasi immediatamente la fonte da cui provengono determinati suoni prima ancora di averla vista, cosa molto utile quando si è di fretta e si cerca di capire chi sia il nemico che ci sta attaccando. Nelle primi fasi di gioco ho anche amato, come mai mi era capitato con i due precedenti capitoli, la colonna sonora, ma peccato che essa diventi ripetitiva dopo poco tempo, risultando ad un certo punto fastidiosa. Essa sottolinea bene l’atmosfera che regna in Warhammer 40000: Dawn of War III, ma la cosa diventa estremamente ridondante dato che molti altri fattori tendono ad evidenziare queste caratteristiche. Nonostante questo si tratta comunque di un passo avanti, che unito alla presenza di una colonna sonora dinamica, che quindi cambia a differenza della situazione di gioco, riesce tutto sommato ad accompagnare lo scontro in queste lande desolate.

Dawn of War III
Nelle ultime missioni della campagna fanno la loro comparsa le orde demoniache e (alla fine dei titoli di coda) i Necron. Peccato che né le forze del Chaos né i Necron vedranno mai la luce come espansione dopo l’abbandono di Relic Entertainment del gioco per gli scarsi risultati.
Dawn of War III è uno strategico in tempo reale fedele alla sua tradizione; abbandonate le sperimentazioni fatte con il secondo capitolo, la serie è ritornata su quelle che erano le dinamiche tipiche del primo episodio, migliorandole e variandole ove possibile. Le fazioni in gioco sono solo tre, ma esse sono state differenziate maggiormente rispetto al passato, portando ad approcci diversi a seconda di quale civiltà si decida di comandare. La campagna presenta anche un notevole miglioramento rispetto a quella precedente, mostrandosi più varia, ma ancora lontana da quella di uno Starcraft 2: Wings of Liberty. Il comparto tecnico è sicuramente il fattore più alto della produzione; l’Essence Engine 4.0 regala un colpo d’occhio sopraffino, con tantissimi effetti e dettagli a schermo senza nessun calo o rallentamento. Peccato che le scarse vendite abbiano portato Relic Entertainment ad abbandonare il supporto al gioco, criticato ormai da molto tempo dal pubblico per, a mio avviso, motivi stupidi e senza fondamento. Non si è inclinato verso il genere MOBA, ma bensì è più simile ad un Warcraft III. Io posso dire con fermezza di schierarmi a favore di Dawn of War III, Relic ha dimostrato di sperimentare sempre nuove vie per portare qualcosa di differente, basti pensare all’enorme cambiamento tra questo terzo episodio ed il secondo capitolo della serie. Il gioco funziona, e anche bene, e richiede una certa dose di conoscenza ed abilità per poter diventare davvero abili a giocarlo e non spaventarsi di fronte ad unità d’élite che a primo acchito potrebbero cambiare le sorti del conflitto.

Dawn of War III

Dawn of War III
8.1

Gameplay

8.0 /10

Comparto visivo

8.5 /10

Comparto sonoro

8.5 /10

Multiplayer

7.5 /10

Pros

  • Graficamente molto carino
  • Le battaglie sono tornate ad essere davvero grandi
  • Colonna sonora apprezzabile ed audio sopra la media
  • Eroi importanti, ma non così decisivi come potrebbe sembrare a prima vista
  • La campagna è migliore rispetto al passato e garantisce più varietà...

Cons

  • ... ma comunque ad un certo punto stanca ripetere sempre le stesse cose
  • Fine del supporto al videogioco, non vi saranno molto probabilmente ulteriori contenuti
  • Forse un tempo di attesa più lungo per il ritorno di un eroe sul campo di battaglia sarebbe stato meglio

Silvestro Iavarone

Classe 1993, studente universitario, che passa comunque ancora tanto e troppo tempo a videogiocare, nonostante tutto!