Cosa funziona nei giochi di Spider-Man?

Lo Spider-Man che vorrei.

Siamo quasi arrivati: il 7 Settembre finalmente uscirà lo Spider-Man di Insomniac Games. Molti già lo etichettano come miglior gioco di sempre dedicato all’arrampicamuri, di sicuro è il più ambizioso. Cerchiamo di capire insieme, attraverso 5 esempi, quali caratteristiche dovrà avere per passare alla storia come migliore.

Collezionabili e citazioni: Spider-Man (2000)

Lo Spider-Man di Neversoft viene ricordato ad oggi come uno dei migliori action per la prima Playstation. Rivedendolo oggi è invecchiato abbastanza male: il combat system è quasi inesistente e il web swinging è estremamente primitivo. Tuttavia conserva ancora un fascino tutto suo: è tutt’ora quello con il roster di personaggi più fornito, la storia resta gradevole e i collezionabili, tra fumetti e costumi alternativi, costituiscono un ottimo motivo per rigiocare il gioco. Di certo è lo Spider-Man più classico mai visto in un videogioco, tratto interamente dai fumetti. Dulcis in fundo: nel tutorial e nei menù ci accompagna la voce del “sorridente” Stan Lee. Lo Spider-Man di Insomniac non avrà la voce di Stan, ma confidiamo nei collezionabili.

Web swinging: Spider-Man 2 (2004)

Spider-Man 2 (tratto dall’omonimo film) è universalmente riconosciuto come il miglior gioco di Spider-Man mai creato. Molteplici ragioni lo elevano al di sopra della moltitudine dei giochi a tema ragnesco usciti negli ultimi anni: la storia era articolata e sufficientemente varia; il combat system finalmente permetteva di evitare il button smashing e per la prima volta avevamo la possibilità di esplorare liberamente la grande mela. L’esplorazione era resa possibile da un sistema di web swinging con i controfiocchi: per la prima volta le ragnatele si attaccavano veramente ai palazzi, era possibile cambiare direzione, scattare durante l’oscillazione ed effettuare un salto durante il rilascio della ragnatela. Ad oggi il sistema di web swinging più articolato mai visto.

Se aggiungiamo una serie di crimini casuali in giro per la città, per i quali era richiesto il nostro intervento, otteniamo il primo gioco di Spider-Man che riusciva a rendere bene l’idea della libertà “mutilata” di Peter Parker: libero di lanciarsi ovunque in città grazie alle sue abilità acrobatiche, ma costretto dalla propria coscienza (o dalla necessità di progredire nel gioco) ad intervenire per sventare ogni crimine gli capiti sott’occhio, anche a discapito della propria vita privata. Questo è senza dubbio il gioco che più di tutti ci permette di immedesimarci nell’Uomo Ragno. Abbiamo già sentito i ragazzi di Insomniac dire che “ruota tutto intorno alla sensazione di essere Spider-Man”. Speriamo.

Qualcosa di nuovo: Ultimate Spider-Man (2005)

Nei primi anni 2000 la Marvel decise di proporre nuove versioni più giovani dei suoi eroi più amati per renderli più attuali e far sì che i giovani del nuovo millennio potessero immedesimarsi più facilmente in essi. Uno dei personaggi più riusciti di questo nuovo universo narrativo è senza dubbio l’Uomo Ragno di Brian Michael Bendis e Mark Bagley. Tanto fu il successo di questo Peter Parker in versione millennial che nel 2005 gli fu dedicato un gioco, interamente ispirato solo e soltanto ai fumetti Ultimate. Il risultato fu un titolo divertente e scanzonato, con una grafica assi peculiare. Grazie al cel shading il gioco è invecchiato davvero bene e non si direbbe che ha ormai 13 anni.

Le cutscenes sono “fumettose” e i personaggi si spostano da una vignetta all’altra in maniera molto rapida, talvolta “saltando” il margine tra due disegni. Vi invito a vederne qualcuna per capire quanto sia particolare questa impostazione. Un’altra particolarità del gioco è che per la metà della questline principale si gioca nei panni di Venom. Buono anche il roster di personaggi che contribuisce a calarci nel fumetto, peccato solo che la storia sia breve, ma questo gioco, come l’universo narrativo da cui è tratto, rappresentava una ventata di aria fresca. Il titolo in arrivo a Settembre sarà ambientato in un universo creato ad hoc, quindi le premesse per vedere qualcosa di nuovo ci sono.

Combat System: Spider-Man Web of Shadows (2008)

Questo è senza dubbio il titolo più controverso dedicato al nostro amico amante dello spandex: vendite scarse e valutazioni mediocri, eppure non sono pochi i fan che lo reputano il migliore. Effettivamente il gioco ha delle grosse pecche: è ripetitivo, scarso tecnicamente e nemmeno troppo avvincente nell’evoluzione della trama. Ma vi consiglio di giocarci. Innanzitutto è l’unico gioco di Spider-Man che ci consente di passare dal costume classico a quello nero e viceversa in qualsiasi momento, perfino durante le combo. I due costumi hanno dei moveset diversi che conferiscono una buona varietà e danno un senso alla scelta del costume.

Tuttavia il motivo principale per cui credo che questo gioco vada giocato è il combat system. Web of Shadows presenta il sistema di combattimento più completo e complesso tra quelli adottati nei giochi dedicati al ragno: abbiamo due alberi delle abilità (uno per costume) ed entrambi presentano una serie di mosse peculiari estremamente plastiche, oltre che efficaci. C’è anche un sistema di scelte morali che però si riduce alla scelta tra due cutscenes diverse e due “squadre” di alleati differenti. Buono cast di comprimari. Questo gioco, forte della propria impronta arcade, ha dei combattimenti davvero divertenti. Il gioco di Insomniac punterà sicuramente ad essere più realistico, ma si spera che i combattimenti siano abbastanza arcade.

Trama: Spider-Man Edge of Time (2011)

Tra i giochi citati questo è l’unico che non ha una struttura open world, ma è anche l’unico con una storia originale di alto livello. Il gioco si apre con la morte di Spider-Man, il cui corpo viene portato in braccio da Miguel O’Hara, l’Uomo Ragno del 2099. A quanto pare lo scienziato della Alchemax Walker Sloan ha cambiato il corso della storia tornando nel passato e nella nuova linea temporale l’Uomo Ragno muore per mano di Anti-Venom.

Il nostro compito sarà impedire la morte di Peter Parker usando entrambi gli Spider-Men. L’utilizzo della casualità quantica per risolvere alcune situazioni è molto originale: se, ad esempio, Miguel si trova ad affrontare un Robot di dimensioni giganti, Peter può smantellarlo mentre è ancora in fase di progettazione, facendolo sparire nel futuro. Più avanti nella trama ci sono un paio di colpi di scena niente male e il gioco, nonostante un gameplay poco accattivante, si fa portare a termine con gusto. Difficilmente a Insomniac avranno la libertà data dai viaggi temporali, ma speriamo in una storia ugualmente emozionante.

In definitiva lo Spider-Man di Insomniac dovrà confrontarsi con molti antagonisti per la palma di migliore, alcuni dei quali molto validi, altri meno, ma le premesse ci sono tutte. Ci rivediamo a Settembre per scoprire se Intihar e compagni saranno riusciti nell’impresa!

Michele Miranda

Ho 19 Anni, studio informatica e fin dall'infanzia mi appassionano i videogiochi, la fantascienza e i fumetti Marvel (soprattutto quelli che parlano di supereroi in calzamaglia rossa e blu con uno zio morto di nome Ben).