Una bella lucidata alle armi per Starcraft Remastered – Recensione

Non solo nei videogiochi ci troviamo ad avere a che fare con il concetto del tempo distorto. Dopo vent’anni dalla sua prima uscita, Starcraft si toglie la polvere dalle spalle e si riaggiusta con garbo l’armatura per tornare, più bello che mai, a sterminare Zerg e a combattere per la conquista del suo angolo di universo.

Mamma Blizzard, creatrice di mondi meravigliosi, in questa torrida estate ha deciso di fare ai suoi giocatori un dono un po’ particolare. Dopo quasi vent’anni dalla sua prima pubblicazione, e con più di 11 milioni di copie vendute, la grande B ha deciso di tirare fuori dall’armadio una sua vecchia e riuscita gloria, darle una bella spolverata e servircela su un piatto d’argento direttamente dal suo store ufficiale – Starcraft Remastered ha fatto capolino, tra gli altri titoli, con tutto il suo smaccato orgoglio.

I giocatori un po’ più stagionati, come la sottoscritta, hanno sicuramente buttato secchiate di ore su qualche rts intorno agli anni 2000. Erano i tempi d’oro di Warcraft 3 e Age of Empires 2, di click infiniti e di un numero esorbitante di unità create è immancabilmente uccise – diciamocelo, gestire imperi e guerre non è mai stato facile.

In un universo dominato da orchi e chierici capaci di far cambiare fede a qualsiasi truppa, Starcraft ha mostrato una scorza e una tempra fuori dall’ordinario. Ancora ai giorni nostri, prima della Remastered, è uno degli rts più giocati al mondo, fonte di una vera e propria adorazione dai giocatori coreani e con un notevole circuito di professionisti e competizioni sponsorizzate – la stessa Blizzard sfrutta questa incredibile passione nata intorno al titolo, scegliendo di rendere uno dei personaggi più amati di Overwatch una vera campionessa. Chi? Easy! La nostra adorata D.va, di origini coreane, è stata scelta per guidare il suo fedele Meka proprio per il suo essere una pro gamer di Starcraft.

Gameplay

Quali sono i suoi punti di forza? Osannato da molti per la trama avvincente e le profonde differenze presenti fra le tre fazioni utilizzabili, Starcraft ha messo in scena lo scontro fra Terran, Zerg e Protoss per la conquista di un lontanissimo settore della Galassia, intrecciandolo a giochi di potere subdoli e alla lotta per la sopravvivenza della propria specie. A questo si aggiungono personaggi epici e ottimamente caratterizzati, un alto livello di sfida e un’ottima capacità di tattica per dar forma ad un gioco avvincente e più complesso di quello che ci si potrebbe aspettare.

Il gameplay di Starcraft non è stato minimamente toccato in questa Remastered, permettendo anche a chi non ha avuto il piacere di giocarlo negli anni ’90 di recuperarlo nel modo più genuino possibile. I miglioramenti si trovano principalmente in quello che è il comparto tecnico, che affronteremo tra poco. Tornando al discorso legato al gameplay, una delle sfide maggiori per i giocatori del nuovo millennio è proprio lo scontrarsi con un sistema datato e, per certi versi, molto più ostico e “scomodo” rispetto a quello a cui ci si è abituati. Non si può impostare l’automining delle truppe, ad esempio, o selezionarne più di dodici alla volta. Non è presente il comodo tasto per selezionare gli inattivi e il combattimento non sempre è ben gestito nelle zone più strette della mappa.
Insomma, il buon Starcraft è invecchiato bene, certo, ma i segni del tempo e le rughe sono comunque presenti e ben marcati. È un titolo da affrontare con una buona dose di calma zen e con una discreta dose di abnegazione ma, per tutti quelli che riescono a superare questo irto scoglio, il premio finale è assicurato.

Comparto  tecnico

Ed è sul comparto tecnico che cadono le maggiori novità di questa Remastered.
Unità, mappe ed effetti sono stati ridisegnati pur mantenendo perfettamente le dimensioni del titolo originale e permettendoci, con la sola pressione di un tasto, di passare dalla grafica aggiornata a quella old style – stessa feature presente nella remastered del primo Halo per xbox 360. Questa scelta è stata ovviamente dettata sia dal non voler snaturare eccessivamente il titolo, sia per non rischiare di cambiare anche solo minimamente un gameplay competitivo che va avanti da anni. È lo stesso motivo per il quale il team di sviluppo ha scelto di non modificare e correggere bug ormai antichi quanto la galassia.
Se la scelta di mantenere la grafica di gioco vecchio stile è comprensibile e a tratti condivisibile, è però un peccato ritrovarsi di fronte a dei filmati di così bassa qualità – un vero e proprio peccato, visto che si parla di Blizzard e che si è sempre fatta riconoscere per la cura maniacale messa nei suoi corti e nelle incredibili cutscene. Persino il doppiaggio è decisamente di bassa qualità e, nonostante non sia una componente così vitale come il gameplay, è comunque un dispiacere non poterne godere a pieno.
Un plauso va invece alla scena online e al multiplayer, reso più veloce e snello e che non ha perso un grammo della sua difficoltà e non ha abbassato il livello di sfida e di abilità richiesti per poterlo padroneggiare.

Se volete maggiori informazioni o volete mettere le mani su questa interessante Remastered, potete andare a curiosare sulla pagina che Blizzard le ha dedicato.

 

Starcraft Remastered è un tuffo nel passato per tutti gli amanti del retrogaming e degli RTS, un titolo che un profondo estimatore del genere non può non recuperare. Certo, i novellini e i più giovani si ritroveranno ad avere non poche gatte da pelare per superare le meccaniche antiquate e l’eccessiva complessità del suo gameplay ventennale ma, nonostante questo, la soddisfazione di alzare le mani al cielo e urlare la propria gioia al termine della campagna non la toglierà nessuno.

Starcraft Remastered

Starcraft Remastered
7.9

Gameplay

8.5/10

Comparto Audio

6.5/10

Comparto Visivo

7.5/10

Multiplayer

9.0/10

Pros

  • Ottimo multiplayer competitivo
  • Restyle grafico azzeccato...

Cons

  • ... peccato solo per i filmati
  • Comparto audio non ottimale
  • Dinamiche di gioco un po' antiquate

Noemi Piccoli

Sono bastati un Commodore 128, prima, e uno scassone con windows 3.1, poi, per condannare completamente una vita intera e offrirla in sacrificio al sacro mondo dei videogiochi. Arrivata alla veneranda età di trentun'anni, sto ancora cercando di capire come liberarmi della sindrome di Peter Pan, ma Campanellino continua a distrarmi.

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