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Gaming Desktop Quest – Cap. 2 I compagni di squadra

compagni di squadra

L’importanza di non viaggiare da soli: le mie pazienti guide e assemblatori professionisti mancati.

Rilassatevi subito tutti… non parlerò nei dettagli di quelli che sono miei amici o dei loro studi o lavori, per motivi di privacy e perché credo tutti e tre i miei compagni di avventura mi denuncerebbero se lo facessi. Questo secondo capitolo della serie sarà, piuttosto, focalizzato su un concetto soltanto: l’importanza di non viaggiare da soli.

E in semplice compagnia non basta… Per quelle che erano le mie esperienze pregresse, le mie delusioni da veterana delle assistenze e della poca trasparenza dei negozi, sapevo prima ancora di imbarcarmi nell’impresa di Lady SelfBuild che la fiducia sarebbe dovuta essere il mio primo equipaggiamento.

Come accennato nelle premesse, a inizio missione brancolavo abbastanza nel buio. Non sapevo… nulla o quasi. Quali componenti costituiscono per intero la configurazione di un PC, gli standard, le marche di cui fidarsi, dove e come comprare. Scritto così pare io sia cresciuta in chissà quale caverna con il wi-fi e Super Mario… Beh, non è stato esattamente così, però ero la classica videogiocatrice che “basta che la console funzioni” o che “morto un PC se ne fa un altro”.

compagni
Forse sto esagerando… dai!

Appassionandoti al mondo del gaming qualche concetto finisci per impararlo per forza di cose: la differenza tra CPU e GPU, qualche nozione sulle risoluzioni, sul framerate. Insomma poco oltre ciò che possiamo considerare da cattolica e scolastica ECDL e (nel mio caso) da figlia di un fissato di computer, che se li assemblava solo quando avevo tre anni, nel lontano… lasciamo perdere. Vi aggiungerò solo che c’era MS-DOS.

Insomma, anche se internet, i video, persino le enciclopedie e gli inserti di PC WORLD dal titolo “Come costruire il tuo Personal Computer” aiutano, ho capito ben presto che non sarei andata molto lontano senza delle guide e dei compagni di squadra. Avrei rinunciato a proseguire nella mia missione… era già successo in passato.

Come sfruttare i compagni di squadra… ehm, cosa possono fare per te gli amici smanettoni!

compagni
L’avevo già detto che non amo gli stereotipi, giusto?

Forte di questa nuova consapevolezza e avendo già da tempo identificato chi fossero gli amici più smanettoni e (in tutti e tre i casi) anche “autodidatticamente studiati” che ho, semplicemente… ho chiesto. Non si tratta nemmeno di conoscenze recenti o superficiali, parliamo di amici fraterni e di un cugino con cui sono cresciuta.

In ogni avventura che si rispetti, maggiore è la sua difficoltà più grande conviene che sia la tua squadra, più competenti e fedeli i tuoi compagni. Nessun eroe dei videogiochi GDR, ma proprio nessuno (e non venite a parlarmi di FromSoftware… quello è un mondo crudele!) si muove da solo: Cloud, l’Eroe del Ferelden, il Comandante Shepard! Chiedere a qualcuno più esperto di te di aiutarti fa parte del gioco e arricchisce l’impresa.

E poi, chi voleva affidare tutto agli altri in stile “fatemi la build e poi mi chiamate a cose fatte”?! Questi incredibili compagni di avventure mi hanno piuttosto guidato passo passo, spiegato tutto ciò che potevano, anche sacrosantamente rimproverato quando sparavo scemenze o pendevo per la scelta meno intelligente. Mi hanno spiegato come funziona un dissipatore, cos’è il ray tracing, come si dosa la pasta termica. E poi dove trovare offerte, quali canali youtube seguire, come stare al passo con le nuove uscite tech.

compagni
Momento nostalgia…

Forse dal mio modo di raccontare, approfondire, ragionare (per chi ha letto altri miei articoli su qdss.it o altrove) si potrebbe intuire che posso non essere… diciamo “leggera”. Chiedo di continuo, mi faccio pesante e sono tendente all’incertezza insanabile, almeno non prima di aver ragionato per giorni, settimane prima di scegliere qualsiasi cosa. Insomma ‘sti tre ragazzi, se li chiamo “santi e pazienti” un motivo ci sarà. 

Pesante o meno, vale in ogni caso per chiunque sia in una fase di apprendimento… se vuoi davvero comunicare e insegnargli qualcosa devi mostrare pazienza e condivisione di intenti.

Anche loro hanno voluto fortemente che imparassi e scegliessi la build consapevolmente. Me ne hanno sì proposte di configurazioni base, più o meno complete, ma con margini di flessibilità e ripeto… spiegandomi tutto quanto inserito in lista nei minimi dettagli e in base alle vere esigenze che avevo. Nessuna spesa pazza consigliatami perché “fa figo” o perché “ormai arrotonda di altri 100 €, che sarà mai”. Nessuna al super risparmio da alimentatori di cartone con le patate all’interno.

compagni
Devo dire la verità: sono stata tentata… per un breve periodo!

Una vera manna dal cielo senza cui l’impresa non sarebbe riuscita, senza cui il PC non sarebbe neanche in piedi. Due di loro (il terzo collegato in assistenza via Skype) si sono rimboccati le maniche e lo hanno montato, mentre la sottoscritta chiedeva tipo bimba “perché questo.. perché quest’altro” e faceva foto o si preoccupava degli adesivi in gentile dotazione di MSI con la scheda madre. “Ma il draghetto dove lo devo appiccicare?!”.

Ma questa parte della storia… è per il Cap. 6. Basta spoiler!

Alla prossima, venerdì alle 14.30 con il cap. 3 – Level Up! Solo nella sezione tech di qdss.it!