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Gaming Desktop Quest – Cap. 1 La missione

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Un’avventura fatta di build, resi e offerte a tempo. Perché ho deciso di assemblare da zero il mio PC da gaming.

Immagino rientrerà tra le stranezze del palinsesto qdss.it, sezione gaming tech. Sembra un videogioco o forse il titolo di una serie di vlog imbranati. Ebbene, la mia avventura nell’assemblare un PC, da zero e con poche e confuse idee di partenza, è andata proprio così. Quasi quattro mesi in cui l’obiettivo era solo uno, annotato nella mia mentale lista missioni in stile RPG, e con vari requisiti di level up per progredire nell’impresa. Caratteristiche di natura economica, tecnica, di fiducia o profonda diffidenza… di sfiga e perseveranza.

Considerato il risultato e il mio stato d’animo a missione compiuta, mi è venuta la stramba idea di condividere un viaggio simile. Cercando di universalizzare il più possibile quanto accaduto nella mia esperienza, racconterò gioie e dolori, scelte sceme al limite dell’imbarazzante e rutilanti cosmiche sfortune. Potrebbe essere utile per chi deciderà di porsi lo stesso scellerato obiettivo, per chi ha un po’ paura, per chi ha pretese modeste e rimpiangerà l’essersi imbarcato in tale impresa. Sarà sicuramente formativo e incoraggiante per chi, come me quattro mesi fa, insegue un portatile dopo l’altro cui capitano le cose più assurde e gli episodi più snervanti di assistenza, tra Italia e Taiwan.

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Entreremo nei dettagli della mia build definitiva in un piccolo inserto: una scheda con ogni componente e il perché di tutte le mie scelte. Non mi addentrerò, tuttavia, in nulla di troppo tecnico, non parlerò di configurazioni da gaming o di quale scheda video conviene comprare quando non ti interessa vedere i fendenti di una spada larga a 200 FPS. Ma leggerete qualche episodio curioso, racconti di marche di cui mi sono innamorata, di scoperte tech e di gruppi Telegram salvatori e trova-offerte-pazzesche! 

Questo sarà dunque un piccolo viaggio personale ma per tutti, in sei parti, pensato e raccontato come la main quest di un videogioco. Ogni capitolo avrà un concetto protagonista: cose che ho imparato o che avrei preferito evitare, consigli e riflessioni più in grande. Prima di lasciarvi con l’indice di tutti i contenuti, anticipo solo una grande domanda che sarà tra i tanti oggetti di studio lungo il viaggio, e che potrebbe far sentire meno sole tante persone: “Cosa vuol dire assemblarsi un PC da gaming… quando sei una ragazza?”

Ogni giorno che passa sono sempre più vicina a iscrivermi a Women in Games… specialmente grazie a queste malsane idee da gaming builder che mi vengono!

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Lo giuro, la mia postazione non è venuta così! Odio gli stereotipi… e il rosa nell’arredamento.

Indice

Cap. 1 – La missione

Cap. 1.5 – La mia build: budget e componenti, breve commento e gallery

Cap. 2 – I compagni di squadra

Cap. 3 – Level Up

Cap. 4 – Equipaggiamento

Cap. 5 – Side Quests

Cap. 6 – Boss Fight, ovvero il Montaggio

Cap. 1 La Missione

I perché del fai da te: storia di passate sfortune 

Siamo ancora nella fase preparatoria della missione. È come incappare nella classica linea di dialogo che dà il via alla quest e salvare la partita prima di premere “accetta”. Lo sai che sarà una strada lunga e piena di insidie, quindi ti informi bene, prepari tutto ciò che ti serve e salvi la partita. Ma prima ancora ti fai una domanda: perché lo sto facendo?

Nel caso di un videogioco non c’è molta fantasia da utilizzare per rispondere, nella vita vera queste riflessioni preparatorie sono fondamentali e molte sono le cose da prendere in considerazione.

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Modello dello sfaccettato DNA di un/una Gamer… Ben 10 varianti individuate finora e nessuno rientra in una sola alla volta.

Prima di tutto devi sapere cosa vuoi dalla tua fedele macchina da giochi: che tipo di videogiocatrice/tore sei determinerà in linea di massima i requisiti che il tuo PC dovrà soddisfare. Bisogna inoltre tenere conto (nel mio caso ho dovuto farlo) delle esperienze pregresse.

Quattro mesi fa sapevo di voler vivere tante avventure grafiche, ma di non disdegnare modeste esperienze di scazzottate e sparatorie on-line. Sapevo di volere una postazione fissa. Più di qualunque altra cosa è stato determinante tuttavia un fattore puramente tecnico e anche economico: i danni. E qui andiamo sul personale.

Quando hai un PC portatile, anche di fascia alta e da gaming, e randomicamente/periodicamente si rompono cose diverse, devi essere consapevole che l’assistenza lo avrà per più tempo di te. Che tu sia un custode attento e da guanti bianchi o un imbranato che tiene lo schermo in sospeso sul tappeto del salone usando le dita dei piedi, le sfortune capitano. Per quanto avanguardistico e a scomparti possa essere il tuo super Rog top di gamma, difficilmente potrai mettere mani all’interno e giocare con i vari componenti, a meno di non essere un tecnico o averne uno sempre a portata e amico.

Ecco, appartenendo alla categoria dei veterani delle assistenze per vari motivi, dai meno nobili ai più sfigati, ho deciso una volta per tutte che avrei voluto un fisso. Una bella torre coi led rgb per cui sai cosa si può rompere: quello che rompi lo cambi, tu stessa. Quello che non ti soddisfa, lo scolleghi, gli fai la foto e pubblichi l’annuncio più sgrammaticato che puoi su un gruppo di facebook.

Compro/scambio tech Ragusa”. E sostituisci il pezzo.

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Visitato regolarmente dai mematori professionisti e fonte preferita di esilaranti e sgrammaticati annunci.

Lo so che la sto facendo facile e che in certi casi può non essere proprio così… eppure questo semplice concetto mi ha fatto vedere il sogno di un Gaming Desktop PC come il più bello del mondo, come il mio provvisorio obiettivo di vita. Tutti i miei risparmi sarebbero stati dedicati a quello.

Cosa ti serve sapere prima di cominciare

Prima di farti venire i capogiri nel constatare la vastità di opzioni possibili, conviene passare alla seconda domanda da porsi. Per certi versi, questo quesito è ancora più importante del precedente: quanti soldi posso spendere?

E a questo punto subentra la seconda importante riflessione preparatoria in cui quasi mi persi quattro mesi fa. In fondo rivolgersi a un negozio, anche di fiducia, è la scelta easy, forse la più sensata. Spieghi cosa ti serve, indichi un budget e la configurazione è fatta. Tempo un paio di settimane e il PC è a casa tua… ma per me c’era una componente fondamentale che, dopo essermene resa conto, non ho potuto ignorare, ovvero: ma so davvero cosa c’è dentro? So come funziona?

Nella mia imperdonabile ignoranza tecnologica, mi sono accorta che non avrei saputo rispondere a queste domande. Non puoi permetterti di lamentarti delle cose che si rompono se non sai nemmeno cosa le fa girare! Mi sono detta…

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Vedevo solo fluidi, neon e “figaggine rgb”.

E poi ci sono state brutte esperienze anche in quel senso. Lungi da me accusare tutti i negozi di poca trasparenza. Il mondo è sicuramente pieno di super tecnici, affidabili e che fanno risparmiare donandoti configurazioni bomba. Ebbene, non avevo mai trovato il mio e avevo rinunciato a cercare, disillusa e insofferente a qualunque tentativo di fiducia. Avevo anche assistito ad episodi di malafede e raggiro vero e proprio, non una volta!

La decisione a quel punto poteva essere una sola. Prima l’assemblaggio fai da te era un’idea informe, non proprio radicata in mente. Dopo queste riflessioni mi sono sentita ancora più determinata: avrei dovuto imparare quante più cose tecniche possibili e scegliere i pezzi consapevolmente. Vedere build di altri su YouTube e tutorial, saper distinguere il buono dal bello, il conveniente dal “va beh, per ora tamponiamo con questo”. 

L’impresa cominciò a prendere forma e a farmi paura sul serio. Ti può anche stimolare parecchio non pendere per la scelta facile, scatena grinta e fantasia. Lady SelfBuild, personalissimo PG da gioco di ruolo in missione, prese vita: bionda, katana e abbigliamento cyberpunk. Una cicatrice sull’occhio destro lasciata dal lancio di una scheda madre di portatile finito male… L’assistenza Asus non era stata amichevole quel giorno.

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Io ci ho pensato… non so voi. Manca solo l’abbigliamento cyberpunk.

Mi sentii eroica, ma anche sull’orlo del baratro, pronta al disastro.

Facendo un leggero spoiler, non credo di essere diventata esperta… non conosco nemmeno un decimo di ciò che sanno certi appassionati di computer e gaming. Posso, tuttavia, dirmi soddisfatta di aver scelto lambiccandomi su ogni possibilità, di non averlo fatto da sola e in totale autonomia (nel secondo capitolo: l’importanza di buoni amici smanettoni più di te!), ma in ogni caso conoscendo l’implicazione di ogni centesimo speso.

Non è poca roba per niente.

Alla prossima, con l’inserto nei dettagli della mia build e un nuovo capitolo dedicato ai compagni di avventura! Clicca qui per la nostra sezione tech e per le ultime novità in campo gaming di qdss.it.