10 cose che non sai sui miti norreni nei videogiochi

Eroi, mostri e Dei incredibili e spaventosi!

Film, fumetti, e videogames, ma anche cartoni animati, serie tv e romanzi: le divinità e i miti di ogni pantheon, da quelli norreni ai classici, sono tra i protagonisti più amati della pop culture mondiale da sempre. Artisti, musicisti, sognatori e giocatori hanno attinto a piene mani da quest’antica cultura, plasmandola e modificandola secondo il proprio gusto e la propria personale fantasia. Ma siete sicuri di sapere tutti i segreti di queste carismatiche figure?
Insieme a Riccardo abbiamo pensato di prepararvi una piccola lista di perle e curiosità. Ecco 10 cose della mitologia norrena che (forse) non sapevate!

Odino

Odino. Wotan. Allfodhr. Il padre di tutto. Per parlare di lui ci vorrebbero almeno sedici tomi da duemila pagine l’uno ma, per questa volta, limitiamoci al minimo indispensabile. Il Dio Padre della mitologia norrena, accumunabile a Zeus solo per alcuni tratti, è una figura imponente, carismatica e votata all’equilibrio. Rappresentato con un elmo alato in testa, due corvi sulle spalle e una lancia, Il buon Odino ha fatto parte dell’immaginario collettivo e della cultura pop in moltissimi modi diversi. Destinato a morire nel Ragnarok, e ben conscio di tutto questo, Odino non si tirerà comunque indietro e guiderà i suoi guerrieri e gli altri Dei nell’ultima e grandiosa battaglia. Incantatore, sapiente, guerriero e oracolo, è un Dio coraggioso e impavido, paziente e sfrontato. Cavalca un cavallo a otto zampe, Sleipnir, brandisce una lunga lancia, Gungnir, e ha offerto un proprio occhi al guardiano Mimir per poter attingere alla fonte della saggezza. Per conoscere la potente magia delle Rune, Odino si sacrificò, impiccandosi ad un albero e restandovi nove giorni e nove notti. Era un Dio della guerra, della poesia e della magia. Insomma, un tuttofare con i fiocchi.
Odino è stato protagonista di storie e libri moderni, come il magnifico American Gods di Neil Gaiman, ed è un ospite fisso di fumetti e videogiochi – come non citare, infatti, le sue diverse incarnazioni nella serie di Final Fantasy dove, quando evocato, si mostra a cavallo del suo destriero pronto a tagliare a metà ogni nemico sulla sua strada.
 

Loki

Chi, sentendo nominare Loki, non pensa automaticamente al personaggio del cinematic universe di mamma-Marvel? Eppure questa è una delle rappresentazioni più “fuorvianti” della figura del più deplorevole e geniale degli dei nordici. Malgrado la magistrale interpretazione di Tom Hiddlestone, il personaggio originale di Loki si discosta parecchio dalla sua controparte cartacea e filmica. Quello che molti di voi non sapranno è che il “Dio dell’inganno”, infatti, non è figlio adottivo di Odino, ma figlio naturale del gigante Farbauti (il fulmine) e della dea Laufey (la foglia) e vive ad Asgard a seguito di un patto di fratellanza di sangue con il padre degli Dei. La caratteristica principale del personaggio di Loki è quella di essere il motore principale (sia in positivo che in negativo) della maggior parte degli eventi che contraddistinguono le leggende nordiche, dalla creazione degli esseri umani alla morte di Balder, la quale sarebbe la scintilla scatenante della fine dei tempi, ovvero il Ragnarok. Questa sua connotazione di motore scatenante del caos lo ritroviamo anche nientepopodimeno che nel fumetto The Mask e nella sua ben più nota trasposizione cinematografica. Oltre a questo, Loki è anche padre di tantissime figure fondamentali nella saga norrena, quali il lupo Fenrir, il serpente Jǫrmungand ed Hel, la regina degli inferi. Ma di questi parleremo più avanti.

 

Thor

Eroico, bello come un fotomodello, forte e sagace. Tutte cose che Thor, il signore del fulmine, non è. Sì, perché nella sua rappresentazione più famosa al momento (che è, ahimè, ancora una volta quella marveliana) siamo abituati a vedere Thor come un biondo manzo un po’ fuori dal mondo che ammira il valore in battaglia e la nobiltà di intenti dei suoi compagni. La controparte classica è invece una vera montagna di muscoli, con una folta barba rossa e un’intelligenza ben al di sotto della media. Nonostante ciò è reputato di gran lunga il preferito dalle popolazioni scandinave, che si definiscono da sempre “Popolo di Thor”. Figlio di Odino e Sif, la dea del raccolto, il carattere di Thor aveva ben più di uno o due spigoli da smussare: violento e rissoso, sempre pronto a risolvere ogni problema menando le mani, era spesso inserito nelle leggende come spalla comica di Loki (quando non lo inseguiva per Asgard brandendo il fidato Mjöllnir). La parte più esilarante riguardante il dio più amato dagli scandinavi è, senza timore di smentita, quella in cui per recuperare il suo martello fu costretto a travestirsi dalla bella Freya e inscenare un matrimonio con il gigante Thrym, autore del furto. A parte le premesse degne di un film dei Vanzina, dopo che questo stratagemma ideato da Loki ebbe il successo sperato, Thor impugnò il martello e il tutto divenne molto più simile a una scena di “Altrimenti ci arrabbiamo”.

 

Mimir

Nel suo viaggio per raccogliere il sapere del creato, Odino attraversò lo Jothunheimr per bere dalla fonte al quale Mimir, il gigante che deteneva la conoscenza del creato, faceva la guardia. Questo gli concesse di ottenere il sapere che bramava in cambio di uno dei suoi occhi (di qui la rappresentazione classica di Odino con la benda vista anche nei fumetti e nei cinecomic Marvel). Il suo nome significa letteralmente “il saggio” o “colui che ricorda”. La figura di Mimir è poco sviluppata rispetto a quella di altri personaggi della mitologia norrena, ma non per questo è meno famoso: dopo essere stato decapitato nella guerra contro i Vanir, Odino ne recupera la testa e la mantiene in vita, in modo da potergli sempre chiedere consiglio. Questo ha ispirato Santa Monica per l’ultimo capitolo della saga di God of War e la loro trasposizione di questo strano personaggio. Come il Mimir originale, anche questo “perde la testa”, anche se per motivi differenti, e diventa una sorta di guida e consigliere di Kratos (collegando la sua figura a quella di Odino, in sostanza). La versione digitale è più simile a un fauno che a un gigante nella sua rappresentazione fisica, e la qual cosa si sposa bene con il suo senso dell’umorismo sarcastico e tagliente, che si può considerare una forma di intelligenza pari a quella della contropartita mitologica ma ben lontana dalla solennità del sapere che quest’ultima rappresentava. È come se si trasformasse Gandalf in una spalla comica, per intenderci. Interessante la sorta di Easther egg in questa versione, al quale è stato tolto uno degli occhi a ricordare il sacrifico di Odino nella storia classica.

 

Hel

Avete presente come anche nella mitologia greca, quando si parla di Ade bisogna sempre stare attenti a specificare si si parli della divinità o del regno dei morti? Ecco anche per Hel il discorso è lo stesso. Di recente l’avete vista nei panni del villain principale nell’ottimo Hellblade: Senua’s Sacrifice di Ninja Theory, dove appariva come una figura gigantesca, coperta di rune per metà e carbonizzata per l’altra. Anche nota come Hella, nei miti norreni non rappresenta solo la morte, ma è la personificazione del dolore, della malattia e della disperazione. Per questo viene rappresentata come un’orchessa deforme e poco incline al lasciare il suo trono, ma quando lo fa si diverte a causare epidemie e carestie. Bandita e costretta a vivere il più lontano possibile da Asgard, non si demoralizzò, anzi ne fu talmente felice che regalò a Odino una coppia di corvi per ringraziarlo. L’Allfather quindi le diede dominio su tutte le anime dei morti senza onore e quando questi raggiungono il suo regno vengono privati delle unghie, che sono utilizzate per costruire la grande nave con la quale l’esercito dei morti combatterà la battaglia finale nel Ragnarok. E noi che trovavamo cattivissima Cate Blanchett e il suo completino di pelle!

 

Freyja

Freyja è una Dea della stirpe dei Vanir. È una divinità complessa e ricca di sfumature e sfaccettature. Come molte divinità femminili, Freyja è collegata alla magia, alla sessualità e, al tempo stesso, alla guerra e alla morte. Dea della luna e della bellezza, viene spesso raffigurata su un carro trainato da gatti con cui solca il cielo notturno. Freyja è al centro di diversi miti, a volte come simbolo passivo di bellezza e di possesso, essendo utilizzata come ostaggio o offerta come sposa, e a volte come figura femminile forte e decisa, che sa cosa vuole e come ottenerlo.
Come detto in precedenza, Freyja copre diverse sfere d’influenza. È una Dea legata all’amore romantico e alla sessualità, consapevole di essere la creatura più bella del creato e non esitando mai a donare il suo corpo per raggiungere un obbiettivo – ne è un chiaro esempio il modo in cui entra in possesso della collana Brisingamen, forgiata da fabbri nani nei pressi della sua dimora e di cui entra in possesso dopo aver promesso di giacere con loro per una notte a testa. È la Dea della magia, legata non solo alle divinazioni e agli oracoli ma, anche, con la capacità di utilizzare questo dono per usare la magia a distanza, così da mettere pace o zizzania tra regni e sovrani, comunicare con gli spiriti e maledire i propri nemici – è lei ad insegnare questo tipo di magia, nonostante fosse principalmente femminile, allo stesso Odino. Oltre a tutto questo, Freyja è anche una Dea guerriera e della morte – scende lei stessa sul campo di battaglia insieme ai guerrieri e, una volta finito lo scontro, si spartisce i caduti con lo stesso Odino, portando la propria metà al campo Fólkvangr per prepararli al Ragnarok, insieme alle sue Valchirie.

 

Valchirie

Nei miti nordici, non sono rare le figure femminili forti e coraggiose, vere e proprio eroine pronte a combattere fino al proprio ultimo respiro per sbaragliare ogni nemico e portare a compimento la loro cerca, la loro missione.
Degne rappresentanti di questa categoria di guerriere sono le Valchirie, meravigliose donne dalla forza spaventosa e dall’abilità pari a quella dei più grandi eroi del mito. Erano loro a decidere chi dovesse vivere o morire sui campi di battaglia, figlie di Odino e al servizio di Freyja, prelevando gli eroi meritevoli per portarli nelle sale del Valhalla, così da poter festeggiare e combattere fino alla fine dei tempi. Erano guerriere, messaggere ed amanti, descritte come creature bellissime e spesso accompagnate da diversi animali, come i corvi o i cigni.
 Nonostante vengano spesso rappresentate in groppa a cavalli alati, in antichità si pensa che montassero giganteschi lupi che popolavano i campi di battaglia.

 

Jǫrmungand

Jǫrmungand, Midgardsormr ovvero il serpente di Midgar. Di che parliamo? Ma di uno dei grandi draghi dei miti norreni, naturalmente. E’ fuor di dubbio che il fantasy moderno, di qualsiasi ambito si tratti, ha preso a piene mani dalle storie fantastiche del Nord. Dei, eroi e mostri spaventosi hanno stuzzicato e attirato l’immaginazione di molte generazione di sognatori, scrittori e artisti. Tra tutti spiccano loro, maestosi e spaventosi: i Draghi. E no, non faremo distinzioni tra Draghi e Viverne, cari miei, non siamo mica su Dark Souls.
Come su Odino, anche sui Draghi potremmo scrivere un trattato infinito quindi, per comodità, ci limiteremo a toccare in questa sede solo una di queste creature e, come avrete intuito, si tratta del Serpente di Midgar.
Il Midgardsormr è un gigantesco serpente arrotolato intorno al mondo degli uomini, talmente lungo da poter abbracciare il mondo e mordersi la coda. E’ uno dei figli di Loki (sì, il Dio dell’Inganno ha avuto un sacco di figli strani… presente Sleipnir? Ecco, pure lui) ed è stato cresciuto nel mondo dei Giganti fino a quando gli Dei non ne scoprono l’esistenza. La sua esistenza è un pessimo presagio e Odino ordina che sia scaraventato nelle profondità del mare. Non vi faremo tutta la storia del suo mito, essendo lunga, complessa e, come tutte le altre, strettamente legata ad altre divinità – se però l’idea di affondare nel mito vi attira, fatecelo sapere e vi renderemo saggi quanto Odino… e senza nemmeno chiedervi in pegno un occhio!
Jormungand ha fatto la sua ultima apparizione nell’ultimo GoW ma non è una new entry del mondo dei videogiochi. Nella serie di Final Fantasy è un avversario temibile e complesso da battere – ancora ricordo l’ansia al primo incontro con lui, nel VII capitolo, quando te lo ritrovi di fronte e hai ancora Cloud con il pannolone da quant’è basso il suo livello. In Tomb Raider, invece, rappresenta un macchinario antichissimo che ha il compito di mantenere in equilibrio il mondo.

 

Berserker

Da Dylan Dog a Dragon Age, passando per Neon Genesis Evangelion e ovviamente la serie Vikings, i Berserker sono stati dipinti nelle sfumature più disparate. Guerrieri efferati e abili, erano rinomati per la loro ferocia sul campo di battaglia, mietevano vittime in nome dell’Allfather Odino del quale veneravano la sua incarnazione “Voden” (letteralmente “furore”). Pervasi da uno stato molto simile a una trance vera e propria, si trasformavano in qualcosa del tutto assimilabile a degli animali, incapaci di sentire dolore fisico o paura delle forze nemiche. Per questo in parecchie delle loro rappresentazioni erano capaci di tramutarsi animali, come visto ad esempio nell’ultimo capitolo della saga The Witcher, nella quale assumono la forma di giganteschi orsi durante una delle missioni ambientate nelle isole Skellige. Nonostante giochino un ruolo fondamentale nella trama principale, vengono solo accennati come spesso capita con la lore del gioco di CD Projeckt Red.

 

Balder

Il nome potrebbe non dirvi nulla o ricordarvi solo un tipo di non morto presente in Darksouls, ma in realtà si tratta di una delle figure principali della storia degli Aesir. Ha fatto inoltre la sua comparsa anche al fianco del fratello nei fumetti Marvel e, con il nome di Bladur, nel God of War più recente. Balder era figlio di Odino e Frigg, prediletto di entrambi i genitori, era considerato il dio della luce, l’espressione massima di purezza e recava l’appellativo di “signore fra gli dei”. Suo figlio, Forseti, era il protettore della pace tra gli uomini, il “dissipatore di dubbi”. In pratica, sia di per se che con la sua genia, Balder è da considerarsi “la luce che spazza via l’oscurità”. Sua madre lo rese invulnerabile a tutto tranne che al vischio pensando che fosse un piantina tenera e inoffensiva, ma non esiste scampo quando c’è Loki nei paraggi! Il dio ingannatore, fece una freccia con un ramo di vischio e convinse Hodr, fratello cieco di Balder, a scagliare un dardo contro quest’ultimo durante una delle tante occasioni in cui gli dei di divertivano a testare la sua invulnerabilità scagliandogli addosso qualsiasi cosa. I bei passatempi di una volta!

Noemi Piccoli

Sono bastati un Commodore 128, prima, e uno scassone con windows 3.1, poi, per condannare completamente una vita intera e offrirla in sacrificio al sacro mondo dei videogiochi. Arrivata alla veneranda età di trentun'anni, sto ancora cercando di capire come liberarmi della sindrome di Peter Pan, ma Campanellino continua a distrarmi.