The Dark Eye: Demonicon – buone idee usate male.

Attorno alla metà degli anni ’80 nacque in Germania un nuovo sistema di gioco di ruolo cartaceo capace per qualche tempo di dare molto fastidio al ben più famoso D&D: il suo nome era “Das Schwarze Auge“, meglio conosciuto all’estero come “The Dark Eye” e in Italia come “Uno sguardo nel buio“.

Aventuria
Il continente di Aventuria nel mondo di DSA

Il pianeta su cui si svolgono le azioni si chiama Ethra e in particolar modo ci si sofferma sul continente di Aventuria; le razze giocabili sono essenzialmente tre ovvero umani, elfi e nani ma ognuna di queste ha poi diverse culture tra cui scegliere.
Il sistema di gioco non è di certo tra i più immediati e mi limito a dire che il giocatore all’inizio possiede un certo numero di punti spendibili per scegliere razza, attributi e talenti e per passare un azione bisogna che la somma del lancio del dado e del modificatore sia minore della conoscenza del PG in tale campo.
Per i combattimenti, invece, il turno dipende esclusivamente dal valore della propria iniziativa e si procede quindi con un test su attacco e difesa dei due personaggi in lotta.

The Dark Eye: DemoniconOra vi domanderete:”perché tutta questa spiegazione sul sistema di gioco e non inizi a parlarci di Demonicon?”
Io vi rispondo che mi aspettavo di trovare un sistema che funzionasse come quanto detto sopra, come già successo in passato nei tre Realms of Arkania (videogiochi RPG piuttosto famosi negli anni ’90 di cui è da poco uscito un remake veramente brutto) e nei due Drakensang e invece…
Invece qua ci ritroviamo di fronte ad un RPG dove non si passa di livello ma si ottengono solo i punti per migliorare le proprie caratteristiche, senza la possibilità di poter decidere agli inizi come spenderli o anche solo l’aspetto e il nome del personaggio che muoveremo, per non parlare della ovvia conseguenza che alle nostre dirette dipendenze non avremo un party ma solo il nostro omino e di un sistema di combattimento puramente hack & slash.

La grotta
Dietro quella inferriata incontreremo i nostri primi nemici.

La storia di fondo personalmente la trovo molto buona: dei necromanti che seguono la magia del sangue (chi ha nominato Dragon Age: Origins? Guardate che vi ho sentito) hanno officiato un potente rituale che ha permesso loro di conquistare tutta la regione; assieme a nostra sorella e nostro padre siamo dunque dei rifugiati che finiscono per raggiungere l’unica città liberata dai seguaci di Rhondra, dea della guerra.
Per poterci vivere dobbiamo però acquisirne la cittadinanza ma ciò è possibile solo attraverso azioni di rilievo o matrimoni e nostro padre opta per questa seconda soluzione decidendo di dare la mano di nostra sorella al campione dei seguaci di Rhondra; purtroppo lei non pare di questo avviso e decide di scappare e, una volta raggiuntala, il nostro sangue si mischia al suo risvegliando in entrambi poteri magici…

La colonna sonora la ritengo di qualità piuttosto elevata così come il lavoro di doppiaggio, le sonorità sono molto curate e vi consiglio l’utilizzo delle cuffie per apprezzare meglio la cura con cui i rumori di fondo cambiano in base alla distanza e alla nostra posizione rispetto alla fonte.
I primi veri guai arrivano da una grafica di qualità piuttosto scadente, con ombre che sembrano inserite come riempitivi quando non proprio a casaccio, con un parlato non completamente in sincrono con i (pochi) movimenti dei volti, con alcuni personaggi che sembrano affetti da psoriasi visto che hanno la pelle a quadrettini, con pochi modelli di NPC ripetuti all’inverosimile, spesso e volentieri statici e impossibili da spostare se vi ci scontrerete, non ultima infine la presenza inquietante di modelli 3D dalle linee dritte come fusi che mi danno un senso incredibile di non naturalezza quando il loro effetto dovrebbe essere l’opposto.

Zombie
Zombie zombino mio divino ♪

Parlando dell’IA nemica la trovo un mistero: in certi momenti sembra che facciano la fila con il numerino per attaccarvi uno alla volta, altre volte no (e ogni tanto capita in questi ultimi momenti di desiderare che prendessero sul serio il numerino).
Le battaglie sono generalmente dimenticabili e specialmente coi boss diventano lunghe e noiose; non esistono combo, ma solo colpi diretti o a distanza e la possibilità di sfruttare sino a 4 mosse speciali o magie.
L’utilizzo di magie alla fine delle battaglie fa ottenere punti GP spendibili per sbloccare nuove magie mentre i punti attributo (AP) da spendere per migliorare caratteristiche, talenti o sbloccare nuovi colpi si ottengono invece oltre che dalle classiche quest o battaglie anche forzando lucchetti, raccogliendo piante e azioni simili.
Altro forte dilemma riguarda il salvataggio: essenzialmente non ci è permesso salvare il gioco ma per fortuna generalmente all’inizio di una nuova quest c’è un salvataggio automatico; la mancanza di questa possibilità è piuttosto irritante, specialmente se si sta effettuando una quest piuttosto lunga in cui si è praticamente arrivati alla fine, magari perché si deve spegnere il PC o perché si è colpiti da un qualche bug (sgradevolissimo e capitatomi ben 3 volte che pure uccidendo tutti i nemici presenti si rimane in modalità battaglia impedendo di fatto il prosieguo dell’avventura).
Non possono mancare infine due parole riguardo il fatto che questo RPG non sia openworld, con certi ambienti o mappe a disposizione solo quando sono attive missioni che li riguardino e infine c’è una mancanza che si sente per tutto il gioco: il vostro personaggio non può saltare e se vi ritrovate nemici che volano o al di là di un semplice fosso bisogna per forza di cose colpirli con armi o poteri a distanza ed è imbarazzante vederlo correre sul posto perché avrebbe da fare un salto di 10cm.

Tirando le somme ci ritroviamo di fronte all’ennesimo titolo della casa tedesca Kalypso i cui titoli spesso e volentieri soffrono di mancanze pazzesche (di loro salvo solo Tropico e Port Royale) il cui prezzo d’acquisto all’esordio è probabilmente il doppio del suo valore intrinseco, anche per la durata stessa del gioco che comprese le side quest si attesta sulle 20 ore circa.

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Alessio Varini

35enne amante dei libri, della musica e del buon gioco nonché grammar nazi del sito :D

2 pensieri riguardo “The Dark Eye: Demonicon – buone idee usate male.

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