Noah Hawley, l’assurdista introspetto di Legion e Fargo

La ribalta delle serie Tv è ormai un fenomeno che va avanti da parecchi anni. La capacità del piccolo schermo di esprimere creatività e rompere le convenzioni del genere eclissano le stanche formule a cui il cinema mainstream ormai ricorre, rendendo Netflix e le cable tv americane la vera fucina di innovazione in storytelling. La punta di diamante di questa rivoluzione sono  FX e il suo alfiere Noah Hawley. L´astro nascente della narrazione seriale, il romanziere è un nome forse poco noto rispetto ad altri showrunner, eppure non sarebbe errato considerarlo l’incarnazione della forza dirompente che sta attraversando la televisione. Hawley non è, prima di tutto, uno sceneggiatore per formazione: figlio di un’attivista e di un uomo d’affari, nel 1989 si è laureato in scienze politiche a New York. Per molti anni ha lavorato come legale e programmatore informatico. Nel 1998 pubblica il suo primo libro, A Conspiracy of Tall Men, la storia di un professore di teorie del complotto (non sulla psicologia del complottismo, bensì sulle teorie stesse) che suo malgrado si ritrova a investigare sulla morte della moglie e sprofonda in un astruso mondo di segreti e insabbiamenti. La tragicomica assurdità del romanzo stabilisce gli elementi e motivi che l’autore manterrà in tutte le sue opere: pur essendo saldamente fondate nella realtà, sono gli aspetti più strani e improbabili che vengono posti al centro della vicenda. In un certo senso, le trame architettate da Hawley si collocano all’interno della tradizione della literary fiction, un genere che pone la condizione sociale e esistenziale dei propri personaggi al centro dell’attenzione. Essa rappresenta l’opposto letterario alle opere di genre fiction, caratterizzate da un pesante bagaglio di tradizioni e archetipi in funzione della trama.

FARGO 202 FX/MGM

Un poliziesco classico, ad esempio, è inevitabilmente destinato ad avere un certo universo di personaggi in cui il lettore esperto possa ritrovarsi e attraverso i quali è possibile affrontare determinati temi: il concetto di giustizia, la vita di personaggi più o meno onesti in un mondo criminale, ma anche semplicemente la sfida logica della risoluzione di un mistero. Questo tipo di racconto, o almeno quello di qualità, si concentra proprio sul “gioco” con gli elementi abituali del proprio genere. La literary fiction d’altro canto pone meno accento sullo svolgimento della trama, di cui spesso ne schizza solamente la premessa, ed è più dedita all’analisi e caratterizzazione delle figure che la popolano. L’allontanamento dai “trucchi narrativi” necessari per costruire una trama che intrattenga permette all’autore e al pubblico di concentrarsi su come gli individui interagiscono con il mondo circostante. Spesso le situazioni in cui vengono posti sono abbastanza comuni da permettere al pubblico di rivedere i propri problemi da un nuovo punto di vista. Il grande merito di Noah Hawley è però proprio quello di iniettare nel genere una dose di imprevedibilità e comico assurdismo che paradossalmente dona più realismo a situazioni che altrimenti potrebbero sembrare forzatamente normali. Il miglior esempio di questa tendenza è forse la serie Tv antologica Fargo, ambientato nel “noioso” Minnesota e che affronta le strane vicende criminali dello stato, fra pesci che piovono dal cielo e un’allarmante numero di sicari.  Oltre a rendere questo genere molto introspettivo di letteratura più allettante al consumatore medio, Hawley vitalizza le proprie storie buttando nel mix la filosofia nichilista di Camus, un famoso filosofo e pensatore francese convinto della totale arbitrarietà assurda e mancanza di significato dell’esistenza (il che aiuta a spiegare alcuni sviluppi di trama che altrimenti sembrerebbero totalmente inspiegabili). Pur andando decisamente in una direzione più fantasiosa, anche l’ultima fatica televisiva Legion rientra nello stesso universo tematico dello scrittore e sceneggiatore. Partendo dalla vicenda di un X-Man considerato minore nel pantheon dei supereroi Marvel, Hawley riesce a raccontare una vicenda altrimenti tipica per una trama supereroistica attraverso lenti della malattia mentale del suo protagonista, un potentissimo mutante malato schizofrenico.  Con la terza stagione di Fargo in uscita a maggio Noah Hawley promette di avere ancora molto da offrire all’orizzonte televisivo. Aspetteremo con ansia il prossimo disastro da affrontare con humor nero e introspezione.  

LEGION — “Chapter 1” (Airs Wednesday, February 8, 10:00 pm/ep) — Pictured: (l-r) Dan Stevens as David Haller, Rachel Keller as Syd Barrett, Aubrey Plaza as Lenny “Cornflakes” Busker. CR: Chris Large/FX
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