Le 5 cose che non sapete del nuovo Age of Empires IV

Finalmente è stato annunciato Age of Empires IV, ma quanto in realtà sappiamo riguardo al nuovo RTS? Scopriamolo insieme con questa analisi tematica.

Dopo anni di voci di corridoio, false promesse e quant’altro, finalmente si ha l’annuncio ufficiale con tanto di trailer di Age of Empires IV, quarto capitolo della saga “Age of” che conta alcuni spin-off non ad ambientazione storica. A dirigere lo sviluppo del videogioco ci sarà Relic Entertainment, casa già nota per i suoi strategici in tempo reale; infatti si annoverano nel suo passato titoli come Homeworld, Company of Heroes e Dawn of War, del quale recentemente è uscito un tanto contestato terzo capitolo. Relic nell’ultimo periodo ha vissuto in acque turbolente soprattutto per la sempre meno attenzione posta a questo genere video ludico da parte del pubblico, distrutto dagli astro nascenti MOBA, in grado di regalare un’azione quasi più cinematografica con minor sforzo da parte del giocatore. Tralasciando comunque le critiche al genere MOBA, che meriterebbero una discussione più approfondita a parte, parliamo adesso di quelle cose che probabilmente non sapete di Age of Empires IV.

Era moderna

Secondo l’ultima pagina del manuale della Complete Collection di Age of Empires III, uscito nell’ormai lontano 2005, l’ambientazione del quarto capitolo della saga doveva essere quella moderna, passando per le due guerre mondiali e finendo nelle guerre più recenti viste nel mondo. Addirittura nell’immagine era stato ritratto un soldato del futuro, con un aspetto molto simile a quello degli Spartan della saga di Halo,  a far capire che invece il quinto episodio si sarebbe svolto in un’era futuribile e non più in contesti prettamente legati alla storia. Purtroppo Ensemble Studios, precedente sviluppatore e creatore della saga di “Age of”, ha ormai chiuso i battenti da molto tempo e l’ultimo titolo uscito dai suoi studi è il primo Halo Wars, che secondo alcuni rappresenta indirettamente il quinto ed ultimo capitolo della saga.

Tuttavia tutto quello di cui vi ho appena parlato è storia; sono passati anni e nessuno degli ex membri di Ensemble Studios sta attualmente lavorando sul progetto. Ancora non è stata confermata l’era in cui vedranno la luce le vicende di questo tanto atteso quarto capitolo, ma citando il trailer che dice: “…a new age is upon us” e conoscendo le capacità di Relic Entertainment, che è stata in grado di dare nuova linfa ad un genere ormai in declino con Company of Heroes, ambientato non a caso nella seconda guerra mondiale, le possibilità che la nuova epoca sia moderna sono molto alte. Nonostante questo un’altra alternativa potrebbe essere il lasso di tempo tra il 1750, anno fino a cui arriva il terzo episodio della serie, e gli albori del 1900, un’epoca che ha visto grandi condottieri, come Napoleone, ma anche importanti conflitti dell’umanità.

È molto improbabile che vengano riprese epoche già affrontate nella saga, visto l’annuncio inoltre di altre due versioni Definitive Edition sia per Age of Empires II, sebbene  ne esista già una versione HD molto recente e di cui abbiamo parlato in questo articolo tempo fa, sia per il III.

Precedente capitolo

L’ultimo capitolo originale della saga, escludendo la versione in HD di Age of Empires II e la prossima uscita della Definitive Edition del primo Age of Empires, è Age of Empires Online, episodio totalmente dedicato all’online e ambientato ancora una volta nell’antichità. Il titolo venne fortemente criticato particolarmente dopo il suo passaggio ad una politica free-to-play che rovinava la giocabilità di un videogioco che già di per sé aveva perso gran parte della strategia delle vecchie glorie. Sviluppato non più da Ensemble Studios, il cui ultimo prodotto della serie è invece Age of Empires III, ma da Robot Entertainment. AoEO ebbe decisamente poco successo, specialmente sul lungo periodo, tant’è che i server vennero definitivamente chiusi il primo luglio 2014 sancendo la fine del gioco. Ormai è quasi impossibile poter giocare nuovamente a questo prodotto.

Possibile cambio di meccaniche di gioco

Uno dei timori più grandi della comunità di appassionati della saga è il possibile cambiamento che potrà subire Age of Empires IV. Sebbene molti affermino il contrario, la saga non è mai stata particolarmente statica cercando invece sempre di innovarsi e cambiare, anche se solo in piccoli seppur importantissimi particolari. Nel 2005, quando la rete si stava pian piano sempre più diffondendo, iniziarono a fioccare alcune critiche da parte del pubblico poiché il terzo AoE aveva evidenti differenze con il suo predecessore, che negli anni era diventato una vera e propria pietra miliare del genere. Per quanto possano sembrare molto più simili fra loro il primo e il secondo episodio di “Age of” essi in realtà nascondono importanti cambiamenti che per l’epoca erano tutt’altro che banali: dalla possibilità di presidiare le strutture al mantenimento delle formazioni, dalla nuova resa dei campi alla presenza dei cancelli. Age of Empires III portò notevoli modifiche rispetto al predecessore, come gli aiuti della madre patria  (dal momento che le vicende ruotano attorno al nuovo mondo), che non andarono pienamente a genio a tutta la comunità di appassionati. Anche le civiltà erano largamente diminuite, ma erano allo stesso tempo state rese più diversificate sia sotto il profilo economico che militare. Nonostante ciò, coloro che si avvicinavano alla serie per la prima volta rimasero comunque stupiti dal titolo che ben riusciva a far conoscere il mondo degli RTS, o in italiano “strategici in tempo reale”, ai neofiti.

Se Ensemble Studios avesse avuto fra le mani lo sviluppo di Age of Empires IV confidiamo che anche questa volta avrebbe rimescolato le carte in tavola, cercando di portare un’esperienza nuova e non una ripetizione di cose già viste in passato e sotto questo punto di vista possiamo essere abbastanza tranquilli visto che anche Relic Entertainment ha mostrato di tentare sempre nuove vie e soluzioni anche in diversi videogiochi appartenenti alla stessa serie, come ben rappresenta l’evoluzione assunta da Dawn of War III.

Numero di fazioni e differenziazione

Se il primo e il secondo capitolo della serie hanno sempre avuto un gran numero di civiltà presenti con differenze principalmente in quanto a tecnologie e bonus, piuttosto che sotto un piano visivo (esclusi gli sprite degli edifici), AoE III invece ha invertito questa tendenza portando molte meno fazioni in campo, ma molto più diversificate fra loro. Nei primi due titoli le civiltà erano sviluppate in maniera quasi “simmetrica”, secondo uno schema ben preciso: un’unità unica, una tecnologia unica (due se si guarda AoE II HD), un bonus nazionale e così via. Il resto era invece un bilanciamento che tendeva ad evidenziare quella che era l’idea generale di armata della civiltà presa in esame. Ad esempio i Goti di Age of Empires II essendo una civiltà basata principalmente sulla fanteria disponevano di un albero tecnologico più vario per queste truppe, mentre i Franchi facevano lo stesso per la cavalleria. Tutto si svolgeva con un certo ordine e simmetria tra le varie forze in campo, rendendo di fatto delle nazioni più suscettibili ad talune e più efficace contro altre. In AoE III si è invece vista maggiormente la rottura degli schemi, con civiltà più libere e meno costrette a seguire un piano fisso su cosa poter fare e cosa no; infatti non vi è più una regola che costringe ad avere un solo tipo di unità unica o una sola tecnologia nazionale.

Questo cambio di rotta, che tuttavia non ha comunque snaturato nelle fondamenta il titolo, non fu particolarmente apprezzata, ma dobbiamo aspettarci qualcosa di simile anche dal nuovo Age of Empires IV a mio avviso. Relic ha sempre sviluppato strategici in tempo reale in cui le fazioni in campo fossero molto diversificate fra loro; un esempio di ciò è la saga di Company of Heroes e Dawn of War. Ci dobbiamo quindi aspettare molto probabilmente un prosieguo della serie di Age of in linea con quanto accaduto con il terzo capitolo.

Campi di battaglia: terra, mare e cielo?

Age of Empires fin dal primo episodio ha rappresentato una certa anomalia nel panorama degli strategici in tempo reale dal momento che prima di esso ben pochi altri giochi dello stesso genere permettevano il controllo delle forze navali, di solito osteggiate in favore di combattimenti a terra o al più nei cieli. Gli stessi videogiochi sviluppati da Relic Entertinment non hanno mai contemplato il combattimento in mare e anzi si sono di solito limitati agli scontri sulla terraferma o al più nei cieli. Ricordiamo infatti Company of Heroes, in cui le forze dell’asse e gli alleati si affrontano su campi di battaglia terrestri, e Dawn of War, in cui la sostanza cambia leggermente da capitolo a capitolo, ma che lascia invariato ciò che si è visto nel collega ambientato nella seconda guerra mondiale. Molto probabilmente verrà mantenuta fedeltà alla serie, cercando allo stesso tempo di innovare portando qualche caratteristica aggiuntiva (magari qualcosa in perfetto stile Relic), ma non si andrà a generare una copia di altri titoli della casa canadese, come nel caso di Company of Heroes, se il videogioco sarà ambientato nella seconda guerra mondiale.

È anche molto probabile che, vista la dinamica di avanzamento di epoca di tutta la serie Age of, che il nuovo Age of Empires IV non copra solo una guerra particolare, come la seconda o la prima guerra mondiale che solitamente ha titoli riservati unicamente su di essa nel panorama video ludico. Aspettiamoci quindi qualcosa di più ampio respiro e che non si focalizzerà solo un determinato campo di battaglia, ma su uno scontro più completo e strategico.

Conclusioni

Purtroppo ancora molto poco si può dire sul nuovo Age of Empires IV, ma di certo esso ricalcherà le orme già segnate dei precedenti capitoli, discostandosi poco dall’idea che è alla base di un Age of. Relic Entertainment è inoltre uno studio di sviluppo con moltissima esperienza sulle spalle e che può garantire quella spinta innovativa riuscendo a lasciare la sua impronta sul quarto episodio della saga senza snaturarlo. Dubito che ci troveremo di fronte ad un clone di Company of Heroes; il timore più grande è invece che il titolo possa veder fioccare un numero imprecisato di DLC, spesso con contenuti molto esigui a fronte di prezzi non proprio indifferenti. Speriamo tutti che così non sia e che si mantenga l’idea di espansione mantenuta finora anche per Age of Empires II HD.

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Silvestro Iavarone

Classe 1993, studente universitario, che passa comunque ancora tanto e troppo tempo a videogiocare, nonostante tutto!

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