Far Cry Primal: Far Cry Primal

Questo titoloalla Paolo Bitta” ha il suo perché. Ho riflettuto a lungo sulla scelta descrittiva più appropriata ma, più andavo avanti nella stesura dell’articolo, più mi rendevo conto che questo gioco è talmente vario, complesso, diverso dai precedenti ma allo stesso tempo coerente sia con loro che con sé stesso, che non ho potuto fare altrimenti. Le scelte, quindi, erano due: creare un titolo sensazionalistico che attraesse le persone (pur svelando solo in minima percentuale il contenuto), oppure avvalermi di tanti sottotitoli diversi nel corso dell’articolo.

La decisione finale è cosa nota quindi non mi resta che augurarvi: “Buona lettura”.

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La presentazione ai “The Game Awards”

Durante i “The Game Awards”, uno dei protagonisti è stato proprio l’ultimo capitolo legato alla saga di Far Cry: Primal, per l’appunto.

Il gioco Ubisoft ha visto la pubblicazione di un video, nel quale si vede il protagonista cacciare assieme ad una tigre dai denti a sciabola.

La stessa compagnia francese, con la voce del Creative Director Maxime Béland, ha voluto mettere fine una volta per tutte ai rumors, rivelando che si tratta di un gioco completo vero e proprio e non di un nuovo “Blood Dragon”.

Gli appassionati avrebbero già dovuto capirlo in quanto, quando fu chiesto ad Alex Hutchinson (altro Direttore Creativo) quando ci sarebbe stata un’espansione stand alone per Far Cry 4 (come “Blood Dragon” per il capitolo precedente), la dichiarazione fu quella che non ci sarebbe stato nulla del genere, bensì era in fase di pianificazione qualcosa che avrebbe sorpreso i fan: ora sappiamo che parlava proprio di Primal.

 

 “Questo è il prossimo Far Cry: il mondo è grande tanto quanto quello di Far Cry 4. C’è una storia immensa che puoi seguire ai tuoi ritmi, ci sono le side mission, ci sono i falò.” – ha dichiarato Béland.

 

A prescindere dalla presenza o meno dei falò, il gioco uscirà il 23 febbraio 2016 su Xbox One e Ps4 e ad inizio marzo per PC.

 

Il primo Far Cry?

Questo titolo di avventura mista ad azione, essendo ambientato nell’età della pietra, può essere effettivamente considerato il primo Far Cry, almeno in termini temporali.

Il gioco è ambientato nell’Open World di “Oros”, brulicante di neolitica natura selvaggia.

Noi impersoneremo Takkar, un cacciatore talmente abile da poter utilizzare, tra le tante armi disponibili, anche archi a due frecce (si, avete capito bene).

Una delle differenze sostanziali rispetto agli altri capitoli è il fatto che ci eravamo abituati ad una natura selvaggia ma i cui pericoli spesso passavano in secondo piano.

In Primal, invece, è stata data al gameplay un’impronta fortemente survival: la Natura (passatemi l’uso della maiuscola ma in questo caso ci stava) fa da padrona e questo, unito all’era geologica in cui ci troviamo, ha dovuto fare in modo che cambiassero anche altre variabili a cui eravamo ormai abituati.

La scelta delle armi, ad esempio, per ovvi motivi temporali, sarà decisamente più limitata. Avremo armi da combattimento ravvicinato (come le clave che, però, per ora non convincono tutti) alle quali si affiancheranno quelle da lancio come le immancabili lance e i sopracitati archi. A questo, poi, dovremo sommare i già presenti sassi ed esche di carne.

A conti fatti, proprio per questo motivo, saremo psicologicamente più predisposti ad adottare il sistema di combattimento auto conservativo tipico del cacciatore (rispetto ai capitoli precedenti, saremo, quindi, maggiormente predisposti a ponderati e strategici scontri a distanza)

A tutto ciò sommiamo una componente che mi ha soddisfatta molto: nei precedenti capitoli scuoiavamo gli animali e ne conservavamo pelli e carni nel backpack ma ciò seguiva quello che potremmo definire un poco realistico patto narrativo (lo accettavamo in quanto dinamica di un gioco ma nella vita reale ci avrebbe fatto storcere il naso).

In Primal, invece, tutto ciò assume una connotazione piuttosto realistica. Inoltre, quello che raccoglieremo non sarà marginale bensì fondamentale alla nostra sopravvivenza.

Un altro aspetto che ho apprezzato dell’aspetto survival, inoltre (cosa, d’altronde, già vista in giochi come, ad esempio Ark), è il fatto che la nostra scarsa resistenza agli ambienti esterni senza aiuti provenienti da pelli o fuochi – ecco che tornano gli amati falò di Béland – fa in modo che non ci convenga esplorare le mappe in modo compulsivo e sconclusionato, ma dobbiamo procedere per gradi e potenziarci di conseguenza.

 

Le novità

L’unico momento legato al gioco in cui dovrete pensare ai soldi è al momento dell’acquisto dello stesso.

Dopodiché potrete dimenticarvi i meccanismi legati al Dio Denaro in funzione di piume, bacche, ossa e ogni altra cosa Madre Natura possa offrirci.

Questa è solo la più marginale delle novità introdotte da Far Cry Primal: vediamo ora quali sono le altre.

Punti abilità:

Le varie categorie in cui potremo spendere i nostri punti abilità sono otto (ovviamente tutte tematiche).

Si tratta di sopravvivenza, caccia, raccolta, combattimento, crafting, “beast master” e altre due, ignote al momento in cui scrivo ma, probabilmente, legate alla trama.

 

Seguaci e addomesticamento:

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Se pensavate di essere degli esploratori solitari, vi sbagliavate di grosso: all’interno della nostra avventura saremo seguiti, oltre che dai membri della tribù dislocati nei vari accampamenti, anche da animali gregari -14 in tutto – che potremo portare con noi e utilizzare per facilitarci la vita (vogliamo parlare del gufo-binocolo e dell’orso-tank?).

Queste creature non ci seguiranno di loro spontanea volontà (anzi, la maggior parte di loro ci attaccherà a vista) quindi dovremo essere noi ad addomesticarle attraendole con delle esche, rendendole mansuete con l’apposito tasto e, successivamente, a convincerle a non attaccarci ma a seguirci.

Ogni animale ha le sue peculiari caratteristiche e sarà compito nostro farci seguire nelle varie missioni da quelli più adatti al loro completamento.

Queste dinamiche sono simili a quelle già sperimentate in Far Cry 4 con la tigre bianca dello Shangri La, ma esse sono state nettamente migliorate e rese più centrali all’interno della trama.

Quasi dimenticavo: la mia domanda retorica sul gufo-binocolo non era poi così retorica. Il nostro amico, infatti, avrà un ruolo quasi fondamentale all’interno del gioco grazie alle sue abilità ricognitive (possiede addirittura una visione atta ad identificare gli esseri viventi, segnare i punti di interesse e marchiare nemici e prede. Come se non bastasse, il nostro beniamino possiede anche doti offensive come l’attacco in picchiata e – udite udite – la possibilità di sganciare delle bombe dall’alto dopo appositi upgrades.

 

La lingua:

L’ultima delle novità principali di quest’ultimo capitolo di Far Cry riguarda la lingua utilizzata. Durante il gioco, infatti, i nostri personaggi utilizzeranno lingue arcaiche a noi sconosciute. Niente paura però: avremo a disposizione dei sottotitoli che, a detta di chi ha già avuto l’occasione di poterci interagire, non complicano per nulla le cose ai giocatori.

Per quanto mi riguarda, dopo anni di “The Sims” mi sono convinta di poter comprendere anche il Simlish (e tra qualche anno lo parlerò fluentemente) quindi tutto ciò non mi spaventa affatto.

Ovviamente non sono presenti unicamente novità: il gioco, come abbiamo visto, di per sé ha molti punti in comune con i capitoli rilasciati in precedenza.

Anche in questo titolo, inoltre, sarà presente la classica dinamica della conquista degli accampamenti e non mancherà neanche il Villain (in questo caso, lo spietato capo tribù Ull).

 

 

Per concludere, vi lascio al video proiettato durante i “The Game Awards” augurandomi che il vostro hype non sia forte quanto il mio.

Far Cry Primal
Far Cry Primal
Una breve introduzione sul prossimo capitolo di Far Cry: Primal
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Marzia Armonia Rispoli

29 anni, da sempre appassionata di videogiochi e scrittura. Ah, dimenticavo: conosco Judo, Kung Fu, Karate e almeno altre cento parole altrettanto pericolose.

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